Giorno: 8 aprile 2015

Nuova poesia latinoamericana. #3: Xavier Oquendo Troncoso

NUOVA POESIA LATINOAMERICANA

 Xavier Oquendo

Xavier Oquendo Troncoso

Traduzione di Gianni Darconza
Selezione di Mario Meléndez

 

Xavier Oquendo Troncoso (Equador, 1972). Giornalista e Dottore in Lettere. Ha pubblicato: Guionizando poematográficamente (1993); Detrás de la vereda de los autos (1994); Calendariamente poesía (1995); El (An)verso de las esquinas (1996); Después de la caza (1998); La Conquista del Agua (2001); Salvados del naufragio (poesía, 1990-2005, 2005), Esto fuimos en la felicidad (2009), Solos (2011) e Alforja de caza (Messico, 2012), oltre a varie antologie di poesia ecuadoriana e libri di narrativa. È organizzatore dell’Incontro internazionale “Poesía en paralelo cero”. Ha ottenuto diversi premi nazionali come il “Pablo Palacio” per i racconti e il Premio Nazionale di Poesia, nel 1993. È presente in antologie spagnole, nordamericane e ispanoamericane. Il Municipio de Ambato, nel 1999, gli ha concesso l’onorificenza Juan León Mera per la sua opera letteraria e per la sua diffusione. Parte della sua poesia è stata tradotta in italiano, francese, inglese e portoghese.

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SOLOS

Todas las voces

 

)1(

Así, como la costra de la almendra
que encierra el fruto en su corteza firme,
viven los solos,
separados de su historia,
de su tiempo, de sus aguas.

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)2(

Cerca de la avenida repleta de silencios
viven todas las familias de los solos.
Unas son ciegas. Otras han perdido
el olfato y amaestran un perro
que les sirve de lazarillo.
Las más perdieron la memoria
y están sentadas a la derecha
de su soledad.
Muchas machacaron sus oídos
para no escuchar el motor
de sus recuerdos.
Pocas no disponen
del sentido del gusto,
pero tienen hambre,
y apenas todas tienen miedo
de enfrentarse a su miedo.

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)3(

Los solos comen la tristeza
y ahuyentan a la gente
con el olor de su potaje.
Están siempre esperando
que los acompañe
esa mísera persona
que los habita,
mientras el tren pasa.

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Una frase lunga un libro #7 – Robert Seethaler: Una vita intera

 

Una frase lunga un libro #7

una vita intera - seethaler
Robert Seethaler – Una vita intera – Neri Pozza, 2015 – trad. di Riccardo Cravero. € 14,00

“Non dormiva quasi mai in un letto, di solito si buttava sul fieno, in una soffitta, in qualche ripostiglio o stalla, accanto al bestiame. A volte nelle miti notti d’estate stendeva una coperta da qualche parte su un campo falciato di fresco, si sdraiava sulla schiena e guardava in alto il cielo stellato. E allora pensava al futuro, che si allungava senza fine davanti a lui proprio perché Egger dal futuro non si aspettava niente. A volte, dopo essere rimasto sdraiato così per un po’, aveva la sensazione che la terra sotto la schiena si sollevasse e abbassasse piano, e in quei momenti sapeva che le montagne respiravano.”

Quando finisco di leggere i libri che mi piacciono mi domando sempre da dove vengano le storie. Carver (in Niente trucchi da quattro soldi minimum fax, trad. Riccardo Duranti) scrive: «Nessuna delle storie che scrivo è mai successa veramente, ma le storie non nascono dal nulla. Devono venire da qualche parte, almeno le storie degli scrittori che ammiro di più. Hanno qualche punto di riferimento nel mondo reale.» Carver prosegue e dice che la storia è come una palla di neve che rotola a valle, man mano ci si aggiunge qualcosa. Me lo sono domandato anche alla fine della lettura di questo bellissimo romanzo: da dove viene? Arriva dalla memoria di Robert Seethaler? Da un pezzetto di una vecchia storia tramandata? O da un’immagine fugace e dopo tutta fantasia? È una domanda che conta per pochi minuti, però. Per il lettore conta (e conta sempre) la storia che si ha davanti e conta più dell’autore (di Seethaler, ad esempio, ignoravo perfino l’esistenza fino a qualche giorno fa) e dei suoi, di certo, importantissimi perché. Allora proviamo a vederla questa piccola e meravigliosa storia. Andiamo a vedere com’è.

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