Giorno: 7 aprile 2015

Hans Werner Henze, Ingeborg Bachmann: Der junge Lord

 

50 anni fa, il 7 aprile 1965, la prima assoluta di Der junge Lord ebbe luogo alla Deutsche Oper di Berlino. Il lavoro a quest’opera – musica di Hans Werner Henze, libretto di Ingeborg Bachmann – era iniziato l’anno precedente. Bachmann scrive l’intero primo atto nella primavera del 1964; in una lettera che Henze le scrive da Castel Gandolfo il 19 luglio 1964, lo stato dell’arte descritto dimostra un deciso avanzamento dei lavori.
Nella lettera del 19 agosto 1964, scritta in italiano (gli errori che chi legge rileverà non sono dunque refusi), Hans Werner Henze fa riferimento al progetto di Ingeborg Bachmann: un carteggio sul procedere del lavoro comune a Der junge Lord:

Carissima Bimba,
Ebbi, dopo tre telefonate internazionali, l’invio d’un messaggero personale, ed un telegramma al prezzo di lire 3.000, i tanti bramati testi che mi servivano. Una settimana mi rubasti, in questa calda estate, dalle vacanze dalle quali mi separa soltanto il finire del »giovane lord.« Come sempre, il tuo comportamento di tartaruga lo fai poi perdonare per la qualità di quello che fai – ma talvolta si può anche disperare di te. La desiderata e con intensità richiesta Inhaltsangabe non venne mai fin’ora, e nemmeno la lunga lettera che promettesti di mandarmi quella sera stessa. Così immagino, non ci sarà mai il famoso carteggio da te stessa proposto. (altro…)

Massimiliano Santarossa – Metropoli

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Massimiliano Santarossa – Metropoli – Baldini&Castoldi, 2015 – € 17,00 – ebook € 7,99

Nessun dolore passa mai

Se volessimo considerare l’opera narrativa di Santarossa, volessimo guardarla tutta, non potremmo ignorare l’esistenza di un filo d’acciaio, che è forte come le idee, le convinzioni, che lega quasi tutti i suoi romanzi. Molti dicono che si racconta sempre la stessa storia, a volte è vero, ma è più vero ancora, ed è il caso di Santarossa, che un pensiero di fondo possa essere articolato, costruito, discusso, contraddetto, ripreso e lasciato andare in più storie. Già in Hai mai fatto parte della nostra gioventù, (B&C, Dalai editore) Santarossa, attraverso il racconto delle amicizie e del niente della provincia del nordest, disegnava un grigio tempo presente, del quale salvava solo qualche momento. Nei libri successivi, Viaggio nella notte e Il Male, (entrambi Hacca edizioni) il pensiero dello scrittore si ampliava restringendo il campo. Sparivano gli affetti, sparivano le persone, sparivano le facce. Il grigio diventava nero, ogni speranza sembrava perduta. E lo era. Ne Il Male l’umanità e la disumanità erano sovrapposte a tal punto che il demonio scendeva in terra per cercare di capire, di salvare a suo modo, un Cristo al contrario, ma un Cristo. Arriviamo oggi a Metropoli, uscito da qualche settimana, uccidi il passato, fai a pezzi il presente, non ti resta che pensare al futuro, e il futuro com’è?
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