Giorno: 16 marzo 2015

I giorni di Giovanna Rosadini

Rosadini

 

Inizio, ritorno, ombra, sono le parole portanti dell’ultimo libro di Giovanna Rosadini, Il numero completo dei giorni, edito da Aragno nel 2014. L’insieme delle poesie è un impasto veramente denso, e il meglio di questo impasto è nel momento in cui sa farsi canto, così marcato per molti tratti, perfettamente udibile. Una poesia, quella di Rosadini, che prima della pagina, più ancora di essa, sembra costruirsi o pare destinata a essere letta a voce alta.
Tutto il libro permette che si avverta continuamente un’oscillazione tra fissità e movimento, tutta tesa fra poli antitetici, con l’avvicendarsi di un e di un no, affermazione e negazione che da sempre sono del resto le forze fautrici del nostro stesso impasto, del travaglio che ci disegna, uomini e donne di questa terra.
Il viaggio avviene attraverso le Parashot, le suddivisioni annuali della Torah, lette settimanalmente in pubblico durante lo Shabbat. Una traversata sapiente del Pentateuco, da Genesi a Deuteronomio, svolta per nodi essenziali. Tra le parole chiave, appunto, l’inizio, la possibilità sempre presente, a qualsiasi altezza della vita, di sperimentare una rinascita, che sia emotiva, spirituale, anche fisica. Di qui il ritorno, altro tema cardine, la riconnessione cioè con una sostanza originaria sorgiva… Lech Lechà, Abramo che segue l’esortazione divina abbandonando Ur, città in cui è ricco e potente, per mettersi in cammino verso una realtà che non conosce, in senso metaforico e psicologico. Vai a te stesso, dunque, è l’insegnamento: solo mettendoci a rischio possiamo trovare noi stessi. Ma l’insegnamento passa anche, necessariamente, attraverso Va-Ishlàch, la lotta di Giacobbe con l’angelo: solo combattendo, facendo i conti con la propria ombra (le proprie paure, i propri fantasmi) possiamo diventare realmente forti, solo conoscendole e metabolizzandole si possono superare le proprie debolezze. Ed è significativo che la benedizione impartita dall’angelo a Giacobbe, al momento del congedo, sia in forma di ferita: solo nella claudicazione che ne conseguirà Giacobbe potrà passare dall’io al noi, diventerà Israel.
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