Giorno: 10 marzo 2015

Una poesia, per A. P.

berlino - foto gm

berlino – foto gm

(per A. P.)

 

Lo conosci il peso dei giorni?
a volte è quasi niente, lieve
più di una piuma, il vento
di cui vi vantate nella tua città.
Tu lo conosci lo so, e sai
di quando si fa tempesta
e il quasi niente diventi tu.
Vedi, quel tu sono io
il mio conforto è sapere
questo, che siamo noi.

Paesaggi di poesia – Rassegna a cura di Sergio Rotino

Paesaggi di poesia – Sesta edizione
Rassegna di poesia
a cura di Sergio Rotino

 

Giunta al sesto anno, la rassegna Paesaggi di poesia curata da Sergio Rotino si fa nomade per dare modo alla libreria Ibs.it, da sempre sede ospitante, di trasferirsi nei nuovi locali. Quindi disloca gli incontri da marzo a maggio sia presso Ibs.it sia nelle librerie indipendenti bolognesi Trame e Modo infoshop. Non cambia però l’approccio che da sempre la contraddistingue, ovvero il desiderio di scandagliare i molti territori e quindi i molti paesaggi che la scrittura poetica offre ai suoi lettori. Per fare questo Paesaggi di poesia guarda solo in maniera obliqua e laterale a quanto viene prodotto a Bologna, ma sposta ostinatamente e con curiosità il suo sguardo verso l’esterno. Così, anche nell’edizione 2015 sono stati invitati a parlare del proprio lavoro autori che vivono e lavorano in altre città o che nel capoluogo felsineo vivono, lavorano e operano, ma provengono da zone d’Italia a lei più o meno prossime. Ma sono stati invitati anche traduttori, che lavorano su poeti non italiani, e curatori di antologie, vera miniera di scoperte e riscoperte.

5 marzo
ore 18
Presentazione del volume di Maria Pia Quintavalla
“I compianti”, Effigie edizioni
Dialoga con l’autrice Loredana Magazzeni
libreria Ibs.it via Rizzoli 18, Bologna

12 marzo
ore 18
Presentazione del volume di Luca Ariano
“Ero altrove” (Dot.com press edizioni)
Dialoga con l’autore Luciano Mazziotta
libreria Ibs.it via Rizzoli 18, Bologna

13 marzo
ore 18
Presentazione del volume di Andrea Alessandro Di Carlo
“Appunti per un discorso sull’odio” (Bébert edizioni)
Ne parlano con l’autore Matteo Pioppi e Daniele Barbieri
libreria Ibs.it via Rizzoli 18, Bologna

7 aprile
ore 18
Francesco Tomada presenta
“Portarsi avanti con gli addii” (Raffaelli Editore)
L’autore ne parla con Fabio Franzìn
libreria Trame Via Goito, 3/C, Bologna

9 aprile
ore 15
Valerio Magrelli presenta
“La lingua restaurata e una polemica”, Manni Editori
Ne parla con l’autore Alberto Bertoni
Università di Bologna, via Zamboni 33, Bologna

14 aprile
ore 18
Luciano Mazziotta
“Previsioni e lapsus”, Zona editore
Introduce Vito Bonito
libreria Trame Via Goito, 3/C, Bologna

23 aprile
ore 18
Tommaso Di Dio
“Tua e di tutti” (LietoColle-Pordenonelegge)
Ne parla con l’autore Luciano Mazziotta
libreria Modo infoshop via Mascarella 24b, Bologna

28 aprile
ore 18
Mario Corticelli, “aria (comunione)” (IkonaLìber)
Ne parlano con l’autore Marco Giovenale e Stefano Colangelo
libreria Modo infoshop via Mascarella 24b, Bologna

29 aprile
ore 18
Andrea Amerio
“La guerra d’Europa”, Nottetempo editore
Il professor A. de Bernardi dell’Istituto Parri ne parla con l’autore
libreria Trame Via Goito, 3/C, Bologna

6 maggio
ore 18
Gianni Montieri, “Avremo cura”, Zona editore
L’autore ne parla con Luciano Mazziotta
libreria Trame Via Goito, 3/C, Bologna

12 maggio
ore 18
Carol Ann Duffy, “Le api”, Le lettere
I traduttori Giorgia Sensi, Andrea Sirotti ne parlano con Silvia Albertazzi
libreria Trame Via Goito, 3/C, Bologna

LA MAPPA DI PAESAGGI DI POESIA – SESTA EDIZIONE

Ad aprire la rassegna, il 5 marzo, ecco allora la presenza di una autrice di spicco come la parmense e milanese Maria Pia Quintavalla, con il suo ultimo lavoro “Il compianto” ultimo tassello di una trilogia sugli affetti familiari, un romanzo in versi o meglio, un memoir in versi sulla figura del padre. A dialogare con lei Loredana Magazzeni.

Sempre da Parma, dove vive, proviene il pavese Luca Ariano che il 12 marzo presenta in compagnia di Luciano Mazziotta “Ero altrove”. Anche qui ci si trova davanti a un romanzo in versi in perenne formazione, dove l’autore scandaglia con sguardo quasi documentaristico il nostro presente e la società del nostro presente, attraverso una coralità di personaggi, di voci e di registri stilistici.

Ultimo appuntamento di marzo, il 13, quello con Andrea Alessandro Di Carlo, nato ad Atri ma da tempo operante su Bologna. Il suo “Appunti per un discorso sull’odio” viene presentato da Matteo Pioppi e Daniele Barbieri, e apre a un altro paesaggio, quello in cui il testo abbandona la partitura in versi per spingersi lungo la strada di una prosa poetica, tellurica quanto carica di una inesausta tensione lirica.

Gli incontri successivi, previsti per aprile e maggio, offrono la stessa apertura verso territori poetici non strettamente cittadini e non sempre ortodossi. Tutti quindi nell’ottica da sempre perseguita dalla rassegna Paesaggi di poesia.

Accade anche con il nome più noto della rassegna, Valerio Magrelli, che il 9 aprile presenta, ospite dell’università di Bologna, La lingua restaurata e una polemica, piccolo gioiello di ibridizzazione dei generi letterari, edito da Manni Editore.

O con Andrea Amerio, curatore dell’antologia poetica “La guerra d’Europa”, focalizzata sul Primo conflitto mondiale, che ne parlerà il 29 aprile col presidente dell’Istuto Parri professor A. de Bernardi.

O, ancora, il 12 maggio, quando due traduttori quali Giorgia Sensi e Andrea Sirotti parleranno del loro lavoro sui testi che compongono il volume Le api, della poetessa americana Carol Ann Duffy.

Sempre in direzione di altri paesaggi della poesia guardano gli ulteriori appuntamenti in calendario.

Così è per il goriziano Francesco Tomada, che in “Portarsi avanti con gli addii”, 7 aprile, non racconta solo “le titubanze di un uomo che è vissuto e vive in un confine”, come scrive Fabio Franzìn, ma la volontà di superare il confine più estremo, quello della solitudine e del commiato.

Ancora un libro ibrido, con sezioni di prosa e di poesia, è “Previsioni e lapsus” del Palermitano Luciano Mazziotta, 14 aprile. Appartenente con i suoi trent’anni alle ultime generazioni di poeti, Mazziotta organizza una biografia volontaria su se stesso e sul suo tempo, dove il disorientamento si fa onnicomprensivo, supportato da una lingua carica di tic, di sfasature, a tratti cinicamente ironica.

Mazziotta sarà presente ad altri due incontri:  con Tommaso Di Dio, 23 aprile, e con Gianni Montieri, 7 maggio.
Di Dio crea con “Tua e di tutti” un’opera portatrice di tutta la complessità del moderno: dalla crisi del soggetto a una indagine sul concetto di continuità” poste davanti “a una contemporaneità in cui ogni traguardo raggiunto azzera i precedenti” lasciando all’essere umano “la necessità di riepilogare e ricominciare daccapo”.

Montieri, campano ma residente in Lombardia, dedica il suo ultimo “Avremo cura” a Luigi Bernardi, autore ed editore emiliano scomparso di recente. Nel volume però, dietro l’assillo-ossessione della morte, è il futuro a venir dichiarato fin dal titolo, “esplicitato nella sua dimensione più propria, del proiettarsi della vita oltre se stessa, oltre un passato di sofferenza o di sogni infranti”.

Con Mario Corticelli, che il 28 aprile presenta il suo “aria (comunione)”, ci si inoltra nel territorio della ricerca poetica. Uno sperimentalismo che, come dice Marco Giovenale presente con Stefano Colangelo a introdurre l’autore residente in provincia di Reggio Emilia, “lavora entro i margini di un’inquietudine” pronta a portare fuori asse “tanto il tessuto pacifico che le valenze semantiche stabilite dei nostri rilievi e tracciati sociali, storici, quotidiani”.

Simone Consorti è oscenamente onesto (di Massimiliano Damaggio)

Simone Consorti, Nell'antro del misantropo, L'arcolaio, 2014C’è una cosa che viene rimarcata qua e là, quando si scrive di libri – specialmente di poesia. C’è un giudizio che riguarda il contenuto. Si è fortemente contro, almeno a livello inconscio, a ciò che non presenta vie di fuga. Sembra proibita la poesia che non ha uscite di emergenza. Pare che la poesia, in qualche modo, debba espletare un ruolo moralistico, addirittura edificante. Debba “costruire”. C’è chi fa commenti sull’assenza di una non chiara pars construens dopo essere passati per la pars destruens – come lessi qualche tempo fa in un commento su un blog. Ma chi scrive poesie non è – e sarebbe meglio non lo fosse mai – un filosofo – altrimenti tanto varrebbe scrivere un trattato di filosofia. Il contenuto di una poesia non è soggetto ad interpretazioni personali, e deve essere preso per quello che è – piaccia o non piaccia, poco importa. Perché la poesia non si struttura su tesi e antitesi filosofiche, non è politica, non è pensiero. La poesia è antecedente il pensiero e solo a volte gli è propedeutica. Così, ci sono testi che mi colpiscono anche se hanno un contenuto che non condivido – per la forma, per la potenza o, addirittura, per il suo proprio opposto. Non mi sembra compito della poesia portarmi su un terreno di argomentazioni filosofiche – e se non ne condivido il contenuto, posso sempre andare a bermi una birra e non farla tanto lunga. Nell’antro del misantropo è appunto uno di questi libri, dove non c’è alcuna pars construens – ma molta pars destruens – almeno così può sembrare. Forse è meglio che sia più chiaro: non c’è nemmeno alcuna pars destruens ma una visione soggettiva dello sfacelo, proprio e altrui. Lo sfacelo non è positivo né negativo: è. Uno sfacelo piacevole, ironico, fine a se stesso – una scrittura che rimesta la sporcizia inevitabile e che in tutti i modi vogliamo mascherare con la creazione di tesi costruttive per qualcosa che, semplicemente, si avvia verso la decomposizione. Dico “piacevole” perché piacevole è il linguaggio di Consorti, ironico sempre, a volte giocoso – questa la migliore modalità per rendere fulminante un concetto:

Oggi ho piantato un sasso
innaffiandolo e parlandoci
dandogli semi e cercando
il terreno adatto
Il mio sogno è che cresca come
un Partenone
Oggi ho piantato in asso
un fiore per un sasso

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