Giorno: 4 febbraio 2015

Physique du rôle – Film/documentario (crowdfunding)

Copia di locandina-crow-A4

Physique du rôle è un film-documentario che ha l’obiettivo di fotografare la reale condizione della donna italiana nel mondo del lavoro.

Partendo dall’osservazione delle donne marchigiane (lavoratrici dipendenti, imprenditrici artigiane e agricole), Physique du rôle vuole accendere i riflettori sui cambiamenti, le trasformazioni e le criticità che hanno accompagnato la presenza della donna nel mondo del lavoro (industria, artigianato, commercio, agricoltura) in questi anni di crisi.

Physique du rôle è anche un esperimento e una sfida: vuole diventare un modello ripetibile e replicabile in altre realtà regionali. Dalle microstorie di donne (dipendenti, operaie, imprenditrici) siamo convinte si possa ricostruire un contesto più ampio e riuscire a fotografare la condizione della donna nel Paese.

Physique du rôle è quindi solo un primo passo: l’obiettivo è raccontare il paese con una serie di film documentari che restituiscano le criticità, le ansie e le speranze di donne che cercano di sopravvivere nel mercato del lavoro italiano.

Attraverso il racconto autobiografico delle lavoratrici e dei luoghi dove le donne lavorano e creano impresa, il documentario, realizzato dalla filmmaker Silvia Luciani e prodotto dall’Osservatorio di genere (OdG – http://www.osservatoriodigenere.com) di Macerata, vuole diffondere e disseminare in modo dinamico e originale i risultati di una ricerca condotta dalle studiose dell’OdG nell’ambito del progetto (RI)pensare le pari opportunità – (RI)parO, un progetto del Comune di Macerata finanziato e sostenuto dall’Assessorato alle Pari Opportunità della Regione Marche.

Che cos’è (RI)parO?

(RI)parO (gennaio-dicembre 2014) nasce da un’idea e da una proposta avanzata dall’Osservatorio di genere, associazione culturale di Macerata, che dal 2009 dedica la sua attività agli studi di genere e alla valorizzazione delle pari opportunità.

Il progetto ha come obiettivo principale la valutazione d’impatto rispetto al sesso – strumento fino ad ora quasi del tutto inutilizzato in Italia e parte integrante della strategia europea dimainstreaming – in riferimento a quelle politiche regionali che hanno implicazioni rispetto al genere.

(RI)parO si propone di:

riconsiderare e rivedere le politiche di genere in un’ottica di superamento teorico dello strumento delle pari opportunità e della ricaduta che esso ha avuto nelle politiche regionali;

predisporre prassi operative più efficaci alla luce dei risultati valutativi ottenuti;

promuovere la valorizzazione del potenziale femminile oggi presente nel mondo del lavoro a partire dalla correzione dei gap di genere in esso agenti;

verificare l’esistenza di differenze tra le donne e gli uomini nei diversi ambiti di lavoro;

eliminare le disparità di genere;

promuovere l’empowerment femminile migliorando la qualità e l’efficacia delle politiche prese in esame.

Perché un film-documentario?

L’idea di realizzare questo film-documentario che racconti il ruolo e la condizione delle donne lavoratrici nelle Marche nasce soprattutto dalla necessità di mettere in essere uno strumento che possa raggiungere un target il più ampio possibile di utenti e che coinvolga in modo particolare i giovani, attraverso le scuole, e i non addetti ai lavori.

Physique du rôle sarà infatti utilizzato con finalità didattiche e pedagogiche per sensibilizzare sulle questioni di genere i giovani e sarà messo a disposizione di tutti gli operatori (insegnanti, istituzioni pubbliche ecc.) impegnati nella formazione e sulle questioni di genere.

PERCHÉ FINANZIARE Physique du rôle?

Credere in questo progetto significa non solo dare voce alle donne, raccontare le strategie di resistenza quotidiana che esse mettono in campo per superare le mille difficoltà che caratterizzano la loro presenza nel mondo del lavoro, ma anche per riconsiderare e rivedere le politiche di genere in un’ottica di superamento teorico dello strumento delle pari opportunità. Vogliamo inoltre non solo accendere i riflettori sulle criticità ma anche promuovere la valorizzazione del potenziale femminile oggi presente nel mondo del lavoro.

I fondi ci aiuteranno a coprire:

le spese per terminare le riprese

le spese per il montaggio audio video (totale di 50 ore previste)

le spese per la post produzione del film-documentario (della durata di circa 45 minuti)

le spese per i bollini della SIAE e per i diritti d’autore per n. 500 copie

Duplicazione DVD

le spese per la realizzazione grafica e la stampa del manifesto

le spese per la realizzazione grafica e la stampa del libretto che accompagnerà il DVD.

TEMPI

L’Osservatorio di genere e Silvia Luciani credono moltissimo nella validità di questo progetto, perciò abbiamo deciso di iniziare a lavorare al film-documentario: le riprese si concentreranno tra metà ottobre e metà dicembre 2014. Il film-documentario sarà pronto per gennaio-febbraio 2015.

SCOPO DELLA RACCOLTA

Il progetto è autofinanziato. L’obiettivo è di realizzare questo film-documentario senza chiedere finanziamenti ai consueti canali istituzionali – pubblici o privati – ma con il solo sostegno dal basso della cittadinanza, di donne e di uomini impegnati ad eliminare le differenze tra i sessi nella società contemporanea e soprattutto nel mondo del lavoro.

Se sei un’azienda interessata a supportare Physique du rôle puoi scrivere all’indirizzo mail odg@osservatoriodigenere.com

 

PER SOSTENERE IL PROGETTO CLICCATE QUI: PRODUZIONIDALBASSO

Le cronache della Leda #39 – Tra l’Oriente e il niente

2015-01-09 21.58.30

Punta della Dogana – foto gm

Le cronache della Leda #39 – Tra l’Oriente e il niente

Una che ha foto di Berlinguer in casa come dovrebbe reagire davanti all’elezione di Mattarella? Col silenzio. Ho detto silenzio, non indifferenza, ma al momento non mi viene niente. Nel giorno dell’elezione ho preso la Luisa e l’ho portata a fare un giro. Le ho detto che l’avrei portata in un bel posto. Lei ha fatto un po’ di resistenza, a lei piacciono quelle cose: la diretta in Tv, lo spoglio dei voti, Mentana, eccetera. A me no. Alla fine l’ho convinta, l’ho messa su un treno e l’ho portata a Venezia. Le ho chiesto se avesse voglia di camminare, mi ha detto di sì, l’ho portata a Punta della Dogana, la giornata era limpidissima, faceva freddo ma si stava benissimo. Siamo arrivate alla Punta mentre Mattarella stava per essere eletto. Prima, seconda, terza Repubblica, a me fa tutto molto ridere. Un cattolico. E cosa si aspettavano? Ho detto a Luisa se fosse mai stata in questo punto di Venezia, ha risposto di no. «Si sente l’odore che viene su dall’acqua», mi ha detto. «È l’odore dell’inverno veneziano», le ho risposto. Le ho chiesto che cosa vedesse, che cosa immaginasse. La Luisa ha respirato e ha detto: «Mi sento come se da questo punto partisse l’infinito, come se dopo l’orizzonte finisse il mondo e cominciasse un’altra cosa. Un’altra vita. Mi sento guarita» L’ho abbracciata e poi le ho recitato i versi di una poesia di Umberto Fiori.

Tu mi hai insegnato tutto.
Insegnami a morire, bella vista.
A scomparire,
come sei tu scomparsa.

Fa’ che non sappia più cos’è
chiamarsi:
essere Pera, Gustavo,
nave, mare, muretto.

Insegnami a mancare,
a tornare invisibile, com’era
l’occhio in cui ti ammiravi.

«Che bella, Leda». Ho sorriso. «Sì, è meravigliosa». Siamo rimaste zitte per qualche minuto. Stavamo imparando a mancare, ma i motivi erano diversi. La Luisa imparava dopo essere tornata indietro, io imparavo per non volermene andare. Quale fosse la nostra bella vista, in quel momento, non lo so. So che il cuore era aperto. Si vedeva il Lido, da qualche parte l’Oriente e tutto il resto non contava niente. Siamo andate via col buio, La Luisa era stanca, abbiamo preso il vaporetto.

Leda

 *

Nota: La poesia di Umberto Fiori qui proposta è tratta da La bellavista, Marcos y Marcos 2002; ora in POESIE 1986-2014 (Oscar Mondadori, 2014)