Giorno: 30 gennaio 2015

Perigeion

Riceviamo da Antonio Devicienti e volentieri pubblichiamo:
Dal 1° febbraio esordisce PERIGEION, nuovo luogo di interscambio culturale. Vogliamo proseguire sulla strada aperta dalla “Dimora del tempo sospeso” che è stata per noi la casa accogliente nella quale imparare ed incontrare scritture libere, feconde, propositive. Vorremmo allora seguire l’esempio di Francesco Marotta e per questo siamo qui a sognare un luogo in cui, sotto i buoni auspici della farfalla che Francesco scelse a suo tempo come segno di bellezza e di speranza, si possa, avvicinandosi alla terra e su di essa, al contempo, compiendo voli della fantasia e del desiderio  (ed è questo il senso del nome “perìgeion”) attraversare scritture che sappiano restituirci la gioia di leggere e di meditare. Benvenuto dunque a chiunque abbia, con serietà ed onestà, qualcosa da dire, benvenuto a chiunque rechi con sé il desiderio di ascoltare e benvenuto a chiunque creda nella bellezza e nella scrittura come atti di libertà, riscatto e resistenza. Desideriamo non ci sia posto per i narcisismi, né per gli esibizionismi, ma per la poesia e l’arte senza limitanti aggettivi e senza aberranti etichette. Non pubblicheremo nulla di “nostro”, fatti salvi gli articoli di critica e le traduzioni di nostra mano: per il resto Perìgeion vivrà dei contributi di tutti gli amici che vorranno animarlo e sostenerlo. Non ci interessa promuovere i nostri testi o i nostri libri, ma, amici uniti dalla stima e dall’affetto reciproci, ci preme incontrare altri amici (autori o lettori o appartenenti ad entrambe le categorie) e continuare a credere nella necessità di fare arte, di scriverne, di investire in maniera puramente e gioiosamente gratuita tempo ed impegno. http://perigeion.wordpress.com/

 

Francesco Tomada – Portarsi avanti con gli addii

tomada

Francesco Tomada – Portarsi avanti con gli addii – Raffaelli Editore, 2014 – € 12,00

Lo scrittore cileno Roberto Bolaño una volta ha detto: «[…] La mia unica patria sono i miei due figli. […] e forse, ma solo in seconda battuta, certi istanti, certe strade, certi volti o scene o libri che porto dentro di me e che un giorno dimenticherò, che poi è la cosa migliore da fare con la patria.» (da L’ultima Conversazione, edizioni Sur, 2012); non mi stupirei se Francesco Tomada si trovasse d’accordo con questa affermazione. Il poeta friulano aggiungerebbe qualcosa in più, qualcosa che legherebbe al suolo il pensiero di Bolaño, qualcosa che nasce e che resiste.

L’Italia (è un melograno)

Io in vita mia ho comprato e trapiantato un unico albero
un melograno

ho scelto un angolo del giardino
da dove si vede la ghiera dei monti
dal San Gabriele fino al Nanos
quella cresta è stata Italia e Jugoslavia e poi Slovenia
è stata una terra dolorosa e di rancore

i confini dovrebbero essere come gli orizzonti
quando ti muovi si muovono anche loro
se ti fermi si fermano con te
ma ti fanno sempre sentire al centro esatto del mondo

e patria è dove
un uomo pianta un melograno
e può aspettare di mangiarne i frutti.

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