Giorno: 28 gennaio 2015

Presentazione La Disarmata

disarmata
alle ore 17.00
Biblioteca Benedetto Croce, Via Francesco De Mura n. 2/bis – Vomero – Napoli ( Via Luca Giordano)

Viola Amarelli, Francesco Filia, Vincenzo Frungillo, Immo, Gianni Montieri

nell’ambito del ciclo di incontri Apeiron ideato da Bruno Pezzella

presentano

LA DISARMATA (Cfr edizioni, 2014)
Con

Antonio Filippetti
Bruno Pezzella
Aldo Spina ( reading)

Le cronache della Leda #38 – “Avevi una gonna rossa”

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Le cronache della Leda #38 – “Avevi una gonna rossa”

Siamo andate poi a cena, noi quattro. Io, la Wanda, l’Adriana e, di nuovo, la Luisa. Abbiamo prenotato per le sette, all’Osteria Sottocasa, il ristorante preferito della Luisa. Ci siamo trovate lì, quattro vecchie, arzille e raggianti. La Luisa è arrivata in blu, pullover e gonna lunga, ma la meraviglia è stata la Wanda. È arrivata con una gonna rossa da film, una di quelle che portava quando eravamo ragazze. Ha sorriso quando si è accorta che avevamo capito. «Dove mi hanno portato le mie gonne rosse?» Ha detto, guardandoci con l’aria a metà tra il mesto e il divertito. «Per arrivare a essere vostra inseparabile amica sarebbe bastato molto meno, e così è stato, ma io mi ricordo quando sceglievo le gonne, quando il primo occhio cadeva sul rosso. Il giallo è sempre stato troppo per me. Il blu eri tu, Leda. E voi due eravate altri colori, Luisa la più vivace, io volevo il rosso, come in quella poesia di Giudici, te la ricordi Leda?»

Avevi una gonna rossa
dove ti porterà?

Non spero che tu possa
restare come sei nella diversa
vita a cui torni senza le tue care
menzogne:

mi ripeto che non è
amore incontro alla fortuna avversa
immaginare te.

«Me la ricordo» ho detto «e mi ricordo di te, Wanda. Eri tu il fuoco, eri tu la verità, non le tue gonne rosse. Eri il miraggio di molti, la fantasia di pochi, l’amore di qualcuno. Eri menzogna per chi non sapeva avvicinarti. Eri la luna, la gonna rossa la tua ombra.»

Siamo rimaste in silenzio un po’ e ci siamo strette le mani, tra i piatti e le posate. La Luisa ha detto: «Leda, ma tu quante poesie sai?» e poi, senza aspettare la risposta: «Ordiniamo? Adriana non prenderai i ravioli come al solito, vero?» Siamo scoppiate tutte a ridere mentre l’Adriana mandava la Luisa a quel paese. Mentre il cameriere si avvicinava, la Luisa ha aggiunto: «È bello essere vive.» «È bellissimo.» ha risposto la Wanda.

Leda

Nota: La poesia di Giovanni Giudici è tratta da Svolta (Prove del teatro), in Giovanni Giudici  – I versi della vita (Meridiano, Mondadori)