Giorno: 11 gennaio 2015

Goffredo Parise – Il ragazzo morto e le comete (recensione di Martino Baldi)

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Goffredo Parise, Il ragazzo morto e le comete, Adelphi, 2006 (prima edizione Neri Pozza, 1950); € 17,00; ebook € 8,99

Di tutti i meriti letterari che si possono ascrivere all’eclettico Neri Pozza – partigiano, scrittore, editore, artista, collezionista e grande protagonista della cultura veneta del dopoguerra – uno dei maggiori è stato sicuramente il coraggio con cui ha condotto la sua casa editrice. Un’indipendenza che ci ha regalato opere grandi ed anomale che forse non avrebbero visto la luce senza di lui, come Il primo libro delle favole di Gadda o la Farfalla di Dinard, esordio in prosa di Eugenio Montale. Ma fra tutti i regali di Neri Pozza il più grande è stato, probabilmente, quello di averci donato dal nulla uno scrittore tra i più indipendenti, poetici, innovativi della letteratura italiana del dopoguerra quando, nel 1950, prese in considerazione la proposta di pubblicazione giuntagli da un ventenne assolutamente sconosciuto e fin troppo spavaldo che qualunque altro editore avrebbe sicuramente rifiutato. Il ventenne si chiamava Goffredo Parise e il libro era Il ragazzo morto e le comete.

Il testo di Parise era quanto di più “fuori tempo” si potesse immaginare nell’Italia degli anni Cinquanta, soprattutto nell’ambito letterario, dominato dalle esigenze sia tematiche sia stilistiche del cosiddetto neorealismo: l’antifascismo, l’impegno politico, le tematiche sociali, la narrazione piana, una lingua oscillante tra la neutralità e il localismo, un’ideologia di fondo di stampo populista, l’inclinazione dell’opera d’arte a farsi documento, ecc. In nome di questo “clima generale”, come lo definì Calvino, furono molti gli artisti sottovalutati, ignorati o addirittura contestati apertamente e accusati di essere reazionari e conservatori (come capitò notoriamente ai pittori non figurativi, presi di mira dal violentissimo anatema di Palmiro Togliatti e Renato Guttuso contro “gli scrabocchi, le cose mostruose, gli errori e le scemenze”).

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