Giorno: 30 dicembre 2014

Il buon padre di famiglia

monolocale

 

“Il conduttore dichiara d’aver constatato che i locali

che costituiscono l’appartamento locatogli

sono da custodirsi con la diligenza

del buon padre di famiglia”

.

Dunque arrivato a questo punto

senza sapere se mai sarò marito e padre

mi ritrovo a doverlo essere per contratto

nei confronti di un monolocale.

Metri quadri, pareti, caldaia da accudire

mensole da accarezzare, bollette da nutrire

così la burocrazia scavalca la biologia

il carovita, la vita.

Le cose non hanno sguardi di riprovazione

non puoi deluderle come le persone

nessun letto ti rinfaccia di essere disfatto

una tovaglia non addita le briciole

se il forno si rompe

non è contro di te.

Solo con le cose è possibile

un contratto perfetto

una firma sicura e leggibile

righe in piccolo che dicono:

“c’è sempre tempo per rimediare”.

 

@Andrea Accardi

Reloaded – riproposte natalizie #7 – Goliarda Sapienza x 2 (cinema e teatro)

Come è già avvenuto la scorsa estate facciamo una piccola pausa natalizia rispetto alla programmazione ordinaria, sfruttando i giorni che vanno dal 24/12 al 06/01 per riproporre articoli che ci sono particolarmente piaciuti o che, secondo noi, meritano un secondo giro d’attenzione. Buone feste e buona lettura, la programmazione ordinaria ricomincerà il 7 gennaio 2015. (la redazione)

Lettera aperta 1970 1-bis

 

«… Io, che ho fallito il matrimonio per l’università, per salire su di una cattedra come te: il mio vero idolo, vera figura dell’intellettuale… Perché non mi hai mai detto che la mamma era stata partigiano? Forse ce l’ho fatta a diventare un uomo, che dici papà? Pensare che ci ho fatto pure tre anni di analisi per capirlo, con un cretino come te… la verità è che il talento di una donna si può buttare o bruciare perché rende più in casa in adorazione del tuo…» 

*

A quasi un mese dall’uscita dell’ultimo volume di inediti di Goliarda Sapienza, Tre pièces e soggetti cinematografici (La Vita Felice, da cui è tratta anche la citazione di Perfetto delitto che apre il post), e dopo un approfondito articolo di Fabio Michieli che riassume il senso della pubblicazione di questa nuova raccolta di scritti, si pone qui oggi l’accento sull’importanza e sull’influenza che anche il cinema ha avuto nell’Opera della scrittrice catanese, sperando di evidenziare alcuni punti d’interesse sinora mai toccati altrove, tentando infine una riappropriazione di alcune peculiarità autoriali necessarie a ‘tenere assieme’ tutto ciò che ella ha scritto.[1]
Il titolo proposto già connota due qualità di Sapienza mutuate dagli studi condotti secondo le due principali linee critiche, quelle di Monica Farnetti e Giovanna Providenti: “personaggia” porta con sé la straordinaria capacità d’invenzione nella scrittura che ha avuto il suo massimo con il romanzo L’arte della gioia attraverso la creazione della figura di Modesta, e anche il personalissimo stile scrittorio di Goliarda che ricalca i modi del parlato nella sintassi e nella lingua, basandosi in parte sull’utilizzo del dialetto siciliano. “Cinematografara” evidenzia invece l’inclinazione filmica presente e sottesa a tutto il corpus edito, la predisposizione all’inquadratura e all’avere una visione d’insieme della scena (testuale), un’attenzione all’immagine ma anche al sonoro, se si pensa a quanto asserito poco fa riguardo il linguaggio.
La complessa vicenda artistica di Sapienza (non solo come scrittrice) si completa perciò oggi, a poco più di diciotto anni dalla sua morte (avvenuta, lo ricordiamo, nel 1996), con ben tre testi per il teatro, tre per il cinema e un canovaccio teatrale in prosa che prende le fila dall’esperienza a Rebibbia ben narrata nei due romanzi-diario L’università di Rebibbia (Milano, Rizzoli, 1983) e Le certezze del dubbio (Catania, Pellicanolibri, 1987) entrambi riediti più di recente da Einaudi, casa editrice che ha pubblicato anche i Taccuini dell’autrice contenenti parte dell’esperienza carceraria.[2]

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