“Dià lógoi”. Recensione di Mario Bazzi

Dià logoiIl dialogo al di là e al di fuori dei codici linguistici. Il piacere del dià lógos. La conferma che quello che ognuno di noi pensa e scrive, in qualche modo, viene pensato ed espresso da altri, con altre parole. Questa la missione di Dià lógoi (Edizioni CFR di Gianmario Lucini, Sondrio, pp. 69, 10 €), un volume che raccoglie le poesie di 22 autori siciliani che si sono ispirati ai disegni del giovanissimo artista bagherese Giuseppe Alletto.
Questa speciale “orditura di segni e parole”, che si avvale anche della prefazione di Tommaso Romano e delle note esplicative di Giuseppe Alletto e di Gianmario Lucini, presenta poeti quali Biagio Accardo, Sebastiano Aglieco, Franca Alaimo, Maria Patrizia Allotta, Saragei Antonini, Anna Maria Bonfiglio, Rossella Cerniglia, Gianpaolo De Pietro, Giovanni Dino, Elio Giunta, Emanuele Insinna, Maria Antonietta La Barbera, Giuseppe La Delfa, Piero Longo, Gianmario Lucini, Francesca Luzzio, Ester Monachino, Daniela Musumeci, Nicola Romano, Tommaso Romano, Marco Scalabrino, Lina Maria Ugolini.
Gli autori, veri e propri protagonisti della letteratura contemporanea siciliana, si confrontano tra di loro in una sorta di grande gara poetica dalla quale emergono le più diverse e le più (apparentemente) inconciliabili interpretazioni dell’arte e della vita, offrendo agli autori stessi, e soprattutto ai lettori, la possibilità di intrecciare un vero e proprio “dialogo” alla pari, non solo tra pittura e letteratura, ma anche tra le diverse poetiche e i diversi stili letterari, per giungere infine alla lettura poetica dell’opera pittorica di Giuseppe Alletto, definito nella prefazione da Tommaso Romano come “un artista geniale, tanto giovane quanto straordinario come pochi se ne sono visti negli ultimi anni, autore di centellinate opere totali, dove grafite e tecniche miste compiono il miracolo dell’oltrità e della visibile perfezione”.
Questa piccola raccolta non ha quindi un tema specifico, se non forse quello che abbiamo appena esposto, ossia quello del confronto e del dialogo fra linguaggi artistici. Non ha uno scopo, se non quello di dichiarare un inter-esse (del pittore per la poesia e del poeta per la pittura), un esser-dentro e volerci stare, in questo dialogo.
Il fondamento di questa corrispondenza sta in qualcosa che viene, però, molto prima del linguaggio e che chiamerò “poesia”. La poesia infatti non è solo la peculiarità della parola scritta ma è piuttosto il fondamento di qualsiasi espressione artistica. Il pittore, il musicista, lo scultore, ecc., sono tutti poeti, pur usando diversi linguaggi per esprimere questa loro poesia.
L’uomo è un essere simbolico, l’arte si esprime con simboli e quindi ogni uomo è in grado di comprendere questi simboli ed è libero di accettarli o rifiutarli, ma sempre con cognizione e non per ignoranza. Un essere umano dunque avverte subito l’intenzione, il simbolismo insito in un’opera, anche se in modi diversi, anche se la sua comprensione lo porta al disprezzo. L’arte ha quindi a che fare con l’uomo stesso, perché è l’uomo stesso. Alletto esprime molto bene questo concetto quando scrive “In questo senso credo che ogni ritratto, per dirsi tale, deve essere anche un Autoritratto: soggettività e oggettività devono concorrere alla pari nella creazione di un’opera, così da sfuggire sia al soggettivismo esasperato e autoreferenziale proprio dello sfogo “casalingo”, sia alla fredda oggettività falsamente concettuale”.
In altre parole, dentro l’opera d’arte c’è la poesia e questa poesia è l’uomo stesso, nella sua ontologia o, ancora in altre parole, l’arte-poesia è una caratteristica ontologica dell’umano. Di conseguenza, quando un essere umano si applica all’arte, se davvero è arte, quest’ultima si applica a se stesso, si dichiara, si toglie una maschera. Il centro della poesia è, io credo, l’uomo senza maschera, nel senso che la toglie a se stesso e la toglie al mondo, per quanto sia possibile smascherarsi e, prima ancora, conoscersi. Questo “smascheramento” è la verità, pur soggettiva, di ogni arte e il “dialogo”, quando sia dato, è un confronto fra verità.

.

© Mario Bazzi

One comment

I commenti sono chiusi.