Le cronache della Leda #33 – Voglio dirvi tre cose

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Le cronache della Leda #33 – Voglio dirvi tre cose

Tre cose che sono accadute e che voglio dirvi.

Mi telefona una mia vecchia amica che vive in provincia di Napoli e mi racconta una cosa, questa:

Noi andiamo sempre a fare la spesa in un piccolo minimarket vicino casa. Ci andiamo da sempre, sono brave persone e poi hanno buoni prodotti. Si possono fare due chiacchiere veloci con i proprietari e sorridere facendo acquisti. Hanno sempre avuto un ottimo pane da forno artigianale. Un mese fa, più o meno, hanno cambiato fornaio, il pane era ancora più buono, croccante, profumato, saporito. Il pane più buono che io abbia mai mangiato. Ieri sono tornata a fare la spesa, compro il pane e lo porto a casa. Io e mio marito ci siamo accorti che non era quello dell’ultimo mese, era il pane del fornaio precedente. Il giorno dopo sono tornata al minimarket e ho chiesto a Pasquale, il titolare, come mai fossero tornati al fornitore precedente, mi ha risposto: «Il fornaio nuovo se ne è andato signo’, l’hanno riempito di mazzate e gli hanno detto di levarsi da mezzo.» «Ma voi veramente fate?» Ho risposto. E lui mi ha guardato a lungo e ha aggiunto: «Certe cose sono uguali a cinquanta, cento anni fa. Noi non possiamo cambiare, nun vulimme cagnà.»

Hanno dimesso la Luisa.

Leda, a casa propria è tutta un’altra cosa. Qua passate a trovarmi tutte insieme, mi coccolate, è tutta un’altra cosa. Ho sognato che ero Lelio Luttazzi e presentavo Hit Parade. Tu eri la Cinquetti, vincevi quattro Sanremo di fila e dopo cantavi anche in inglese. La Wanda era Mike Bongiorno ma non gliene importava nulla dei quiz, faceva la regista. Infatti dopo un po’, nel sogno, si chiamava Mike Antonioni. Vinceva tre Oscar. L’Adriana viveva in America ed era Larry Bird ma negli anni sessanta, si sposava con Magic Johnson. È proprio bello essere tornata a casa. Domani pomeriggio venite,  che guardiamo un film insieme? Certo che faccio sogni strani ultimamente.

La Luisa sta meglio, è chiaro.

La terza cosa è che ho tagliato i capelli corti, molto corti, non per vanità ma per comodità. Entrano meglio nei cappelli e tra poco comincerà a far freddo.

“In una sera d’inverno / vidi un fanale a Monte Savello, / lucente nella nebbia. / Era un impensato autobus. / Era, quel lume, una grande promessa / per una città di sbandati.”

L’amato Cardarelli, bravo e invernale.

Leda

2 comments

  1. “nun vulimme cagnà” ne avevo come il sospetto…
    Signora Leda, lei oggi mi ha restituito una mattina che ancora giocava a nascondino. Grazie, leggerla è sempre un regalo.
    c.

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