Anteprima. “Nell’antro del misantropo” di Simone Consorti (L’arcolaio, 2014)

Simone Consorti, "Nell'antro del misantropo" (L'arcolaio, 'Fuori Collana', 2014)

.

.

Sto diventando me stesso

Sto diventando me stesso
non ho bisogno di uno specchio per vederlo
sta accadendo proprio adesso
e non c’entra con come mi sento
Tra poco sarò un sasso
immobile e incapace
di fare un solo passo
Non mi aspettare più in là
o domani
non dirmi di stringere
o aprire la mani
o stropicciare gli occhi
davanti al mare immenso
perché sto diventando me stesso

.

Un uragano addomesticato

Ucciderò mia madre
se mi partorisce un’altra volta
Non ho nessuna voglia
di diventare il mio sosia
Già mi bastano queste gocce gemelle
tutte uguali nel farmi sentire
calmo stanco esausto
inservibile scaduto datato
un uragano addomesticato

.

Hopper

Tutto è così limpido
tutto è così nitido
talmente solidamente in bilico
che darmi al futuro
mi appare ridicolo
Entro in un locale
prendo un tavolo
mi siedo in un quadro di Hopper
e sbircio da lontano
il nero accecante della mia morte

.

I ciechi conoscono i cieli

I ciechi conoscono i cieli
e spesso hanno un loro concetto
degli arcobaleni
Più di tutto sono esperti di spazi immensi
e di giorno vanno di notte nei deserti

Ci vuole immaginazione
per credere nelle rose
ci vuole un bel po’ d’esperienza
per setacciare la realtà dall’apparenza

A volte un cieco giovane
ritorna un cieco vecchio
ma ho visto ciechi che hanno visto ciechi
che hanno visto ciechi
che hanno visto se stessi allo specchio

.

L’inverno a Rio de Janeiro

L’inverno a Rio de Janeiro
è sempre almeno trenta sotto zero
e fare un passo costa mille euro
Non si compra niente
soltanto l’amore con il cruzeiro
l’inverno a Rio de Janeiro

L’inverno a Rio de Janeiro
la gente canta per scaldarsi l’ugola
e piange per dissolvere ogni nuvola
I bambini giocano ai bambini
e il mare bianco come il carnevale
guarda Jeni
coi suoi occhi così pieni di vuoto
rimpiangendo di non saperle
scattare foto

L’inverno a Rio de Janeiro
conto i granelli e mi fermo a un miliardo
sennò mi perdo

.

Robespierre

Oggi ho perduto tre teste
e due rivoluzioni
Le ho viste cadere nelle ceste
e cantare strane canzoni
Una mi guardava
come se fossi stato
un colpo di stato.
Un’altra aveva gli occhi chiusi
e continuava a ingurgitare barbiturici
La terza somigliava a Robespierre
e se non fosse stata morta
mi avrebbe fatto da carnefice
e da scorta
Aveva labbra rosse
terribilmente ghiotte
e occhi neri come arcobaleni
di notte

.

.rdSimone ConsortiSimone Consorti è nato a Roma, dove insegna in un Istituto superiore e si occupa di fotografia. Ha esordito con L’uomo che scrive sull’acqua ‘aiuto’n(Baldini e Castoldi,1999; Premio Linus). Ha pubblicato i romanzi: Sterile come il tuo amore (Besa, 2008), In fuga dalla scuola e verso il mondo (Hacca, 2009) e A tempo di sesso (Besa, 2011). I suoi primi versi sono stati raccolti nella silloge Perché ho smesso di scriverti versi (Aletti, 2009).

È possibile ordinare Nell’antro del misantropo di Simone Consorti direttamente dal sito dell’Editrice arcolaio.

5 comments

  1. Grazie, Fabio e amici redattori di Poetarum Silva. Questo libro appare nella collana FUORICOLLANA, diretta dal ns Michieli. Complimenti, quindi, sia all’autore che al direttore!!! Vostro Gianfranco!!!

    "Mi piace"

  2. Belle queste poesie di Simone Consorti giunto ad un dire poetico maturo e significativo che taglia la pagina con sferzate e fenditure che vanno dritte al cuore della realtà.

    Rosaria Di Donato

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.