Giorno: 6 novembre 2014

Nicolò Barison – Boyhood (un moderno poema americano)

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BOYHOOD DI RICHARD LINKLATER: UN MODERNO POEMA AMERICANO

Boyhood di Richard Linklater è un film durato dodici anni. Esatto, ci sono voluti dodici anni di riprese, dal 2002 al 2013, per portare a termine questo, come definito dallo stesso regista, “esperimento”, durante i quali Mason (Ellar Coltrane), che all’inizio del film è un bambino, poi un ragazzino e infine un adolescente in partenza per il college, scopre il mondo che lo circonda, cresce, lotta, si innamora, insomma, vive la sua giovinezza. Dodici anni in cui non è cambiato solo il protagonista, ma anche i suoi genitori (due grandissime interpretazioni di Patricia Arquette e Ethan Hawke), separatisi quando Mason era un bambino, e sua sorella Samantha, di pochi anni pù grande di lui, con cui ha un rapporto di odio e amore. Dodici anni durante i quali è cambiata anche l’America, passando dall’attentato alle Torri Gemelle all’America post 11 settembre e alla guerra in Iraq, dalla presidenza Bush a quella di Obama, il tutto affrontato senza drammatizzazioni o patriottismo, contrariamente a quanto accade nella maggior parte dei film americani, perché l’intento di Linklater è stato quello di adottare una prospettiva distaccata da questi grandi eventi, che restano sempre, quasi pudicamente, sullo sfondo.

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Kipling (ancora un racconto sui cuccioli d’uomo)

J.L.Kipling o W.H.Drake, illustrazione per "L'Ankhus del Re", 1895

J.L.Kipling o W.H.Drake, illustrazione per “L’Ankhus del Re”, 1895

 

Le dicono che potrebbe approfittare di quell’ora a settimana per far leggere ai cuccioli un libro. Nina insegna così, un’ora a settimana per classe, un totale di quindici ore. Nessuno si aspetta che conosca tutti i loro nomi – del resto, nessuno immagina che passi tutte le sere a giocare a memory con le loro fototessere – ma tutti confidano nel fatto che ci sarà affiatamento: la forbice di età, tra Nina e quel nugolo di undicenni, è straordinariamente stretta. Stretta a livelli imbarazzanti, considerato come ancora Nina corra per i corridoi quand’è in ritardo e con quanto equilibrio interiore affronti i problemi burocratici.
Leggesse un libro, le dicono, e avesse solo cura di scegliere un libro popolare.
Nina sa – lo sa – che si sono rivolti alla persona giusta. Si sente come l’uomo al telefono in Pulp Fiction, quello che “risolve problemi”. Nina ha a curriculum la conversione a Harry Potter di fior di esponenti della generazione precedente alla sua; per lei, la sesta stagione di Buffy è il massimo esempio di opera d’arte totale; scrive saggi sui fraseggi vivaldiani, ma scoppia in lacrime durante le sessioni di kick boxing con la sorella appena lo stereo rimanda Formidable.

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