Giorno: 2 novembre 2014

Mario Schiavone – Il segreto

biennale architettura 2010 - foto gm

biennale architettura 2010 – foto gm

 

Mario Schiavone – Il segreto

 

 

Non sono tanti i momenti che ho condiviso con mio padre, dopo la morte di mia madre era accaduto di vedersi ma non di stare assieme facendo cose che fanno un padre e un figlio. Lui sapeva di me più o meno quello che mi era accaduto dalla nascita fino all’ultimo compleanno trascorso con mia madre. Il tempo di prima: quando lei c’era ancora e io avevo solo tredici anni. Del tempo di dopo non ricordo molto, a parte i funerali e tutte quelle frasi di circostanza che dice la gente quando muore qualcuno. Ricordo bene che a promettere di volermi stare vicino erano in tanti, a farlo davvero uno solo. Lui era un compagno di quartiere fidato che sapeva molte cose dei nostri paesani. Si chiama Carlo, ma tanti lo chiamavano Lampadina. Se sapevo qualcosa su mio padre era solo grazie a Lampadina, che trovandosi a raccogliere in giro (e custodire) voci e informazioni che circolavano su molti del paese, sapeva cose che potevano interessarmi.

-Mi piace guardare la gente e sapere chi saluta, dove fa la spesa, che macchina usa quando esce. Guardo tutto e me lo segno nella testa, come una macchina da presa per fare i film. Poi, qualche volta, ci aggiungo pure un po’ del mio pensare. Invento storie, come quelle del cinema. Me le tengo tutte in testa, perciò non dirlo a nessuno, perché se mi scoprono passo per uno che ha la testa da pazzo.

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