Giorno: 22 ottobre 2014

Progetto Santiago – Comunicato Stampa (e non solo)

santiago1

Comunicato stampa

NASCE PROGETTO SANTIAGO, LA PRIMA REALTÀ EDITORIALE GESTITA AL 100% DAGLI SCRITTORI

Oltre 20 professionisti tra scrittori, editor e artisti, si uniscono per dare vita a un nuovo soggetto editoriale con uno scopo ben preciso: «Decidiamo noi cosa pubblicare, non il mercato». Subito online l’invito aperto ai lettori: tutti possono aderire al progetto cliccando su http://www.progettosantiago.it

Genova, 22 ottobre 2014 – Tutti fuori dall’editoria aziendale, per fare spazio ai lettori e agli autori. Sono queste le basi del nuovo progetto culturale ideato da Antonio Paolacci, scrittore ed editor di lungo corso, e forte di un collettivo di oltre 20 scrittori affermati, pronti a far rivivere in chiave contemporanea la figura dell’editore puro, a caccia di talenti piuttosto che di boom commerciali. Pensando prima di tutto ai lettori, chiamati a riprendersi il loro ruolo di protagonisti.

Costituita come associazione culturale, Santiago è un progetto open source, finanziato dagli autori stessi e aperto al sostegno di tutte le forme espressive di scrittura, anche multimediale. Avanti chi legge! è il manifesto di Progetto Santiago, che da oggi si mette alla ricerca di storie e percorsi artistici da raccontare. Libri da divorare, insomma, senza tanti fronzoli ma col gusto unico e inconfondibile del talento letterario.

«Come al falegname si chiede una sedia – spiega Antonio Paolacci nel raccontare l’idea – così all’editore si chiede un libro, non una strategia commerciale. Se i falegnami sacrificano la qualità della sedia per motivi legati al mercato, la gente non ha più un buon oggetto su cui sedersi. Lo stesso vale per gli editori. Oggi l’editoria ha perso di vista l’obiettivo primario: soddisfare i lettori. Sacrificati in nome dei profitti, si trovano in affanno. Occorre trovare un modo per tornare a offrire buoni libri. Chiedere agli scrittori è il modo più logico».

(altro…)

Le cronache della Leda #27 – Primi segnali d’inverno, l’Adriana e Louise Glück

gluck_averno_sm

 

Le cronache della Leda #27 – Primi segnali d’inverno, l’Adriana e Louise Glück

 

Per raccontare la mia America alle ragazze leggo loro delle cose, cose che mi sono portata via da lì, oggi ho letto questa poesia.

The light has changed;
middle C is tuned darker now.
And the songs of morning sound over-rehearsed. –

This is the light of autumn, not the light of spring.
The light of autumn: you will not be spared.

The songs have changed; the unspeakable
has entered them.

This is the light of autumn, not the light that says
I am reborn.

Not the spring dawn: I strained, I suffered, I was delivered.
This is the present, an allegory of waste.

So much has changed. And still, you are fortunate:
the ideal burns in you like a fever.
Or not like a fever, like a second heart.

The songs have changed, but really they are still quite beautiful.
They have been concentrated in a smaller space, the space of the mind.
They are dark, now, with desolation and anguish.

And yet the notes recur. They hover oddly
in anticipation of silence.
The ear gets used to them.
The eye gets used to disappearances.

You will not be spared, nor will what you love be spared.

A wind has come and gone, taking apart the mind;
it has left in its wake a strange lucidity.

How priviledged you are, to be passionately
clinging to what you love;
the forfeit of hope has not destroyed you.

Maestro, doloroso:

This is the light of autumn; it has turned on us.
Surely it is a privilege to approach the end
still believing in something.

La poesia è di Louise Glück, una delle autrici preferite da mio figlio e ora anche da me, anche una delle preferite di David Foster Wallace, questo libro che ha per titolo il nome di un posto italiano non è ancora tradotto da noi. Ho dovuto tirare fuori i vecchi dizionari di inglese, ma quando si leggono le poesie a volte contano i suoni e contano i silenzi e così anche chi non conosce la lingua può entrare nelle parole. Ieri pomeriggio sembrava quasi estate, faceva caldo, ma la luce è già quella dell’autunno. Quando ho finito di leggere, la Wanda mi ha chiesto la traduzione, la Luisa ha versato un altro po’ di tè nella sua tazza, l’Adriana si è alzata in piedi e ha detto: «Mi hai fatto ricordare una storia.»

Si è messa alla finestra, dandoci le spalle e ha cominciato a raccontare.

(altro…)