Giorno: 16 ottobre 2014

Carissimo Luigi

luigi

Carissimo,

fossi vivo non esordirei così, ma tu sei andato a farti il giro lungo, e poi sarà un ricordo pubblico, quindi consentimi un po’ di scenografia. Avevo pensato di scrivere, uno dietro l’altro, tutti gli sms o whatsapp che avrei voluto mandarti quest’anno, sarebbe stata una cazzata. Insomma, dove li avrei mandati? Non so nemmeno che prefisso ci sia dalle tue parti, di sicuro non vale il +39. Per farti stare tranquillo, ti dico subito che la tua Juve è prima, certe cose non cambiano, solo che degli arbitri non si occupa più Moggi, secondo me col primo rigore concessovi contro la Roma c’entri tu, ma non voglio approfondire. Siamo sotto Nobel e vendemmia, nessuno dei nostri ha vinto, nemmeno quest’anno. Ha vinto Modiano, che non è nemmeno dei loro, da Einaudi son tutti lì a cancellare il nome di Murakami dalle fascette. La buona notizia (per me, per te e per tutti quelli che hanno un po’ di fantasia) è che Michele Mari è arrivato in finale sia al Campiello che al Viareggio, no, non ha vinto, ma per fortuna hanno vinto due bravi scrittori con due ottimi libri: Pecoraro e Fontana. Un po’ di luce, un po’ di respiro.

Davvero vuoi sapere dello Strega? Secondo me sai già tutto, non perché tu adesso veda ogni cosa, ma perché nulla è cambiato. Scurati ha sfiorato la vittoria, ma non ha vinto, pare sia fissato con i massaggi, li piazza in ogni libro e per farli venire bene li copia dai romanzi precedenti, vabbè ma queste sono fesserie. Siamo a ottobre, pazzesco che sia già passato un anno, non trovi? È stato un anno fortunato, ho letto dei bei libri. Tre, credo, ti sarebbero piaciuti particolarmente: Stati di grazia di Davide Orecchio, perché è un libro che porta via senza abusare della pazienza del lettore, ed è bellissimo. Il secondo è Critica portatile al visual design di Riccardo Falcinelli (e qui c’entra Rachele), perché è un libro che insegna un sacco di cose e a te piace imparare. Il terzo è Cartongesso di Francesco Maino, per la maniera in cui usa la lingua. Lui mi ha ricordato quel “passo di Palassolo” (e il complimento lo sto facendo a Maino). Tante cose belle, in ogni caso, è appena uscito Pynchon e sto leggendo Lagioia, che promette bene. Adelphi ha da poco pubblicato I Diabolici, qualcuno l’ha fatta passare per una novità, cose che capitano, me l’avevi detto che l’editoria è un mondo dove le omissioni regnano sovrane.

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