Giorno: 1 ottobre 2014

ArTransit – Performance-Conference

dicorcia 2

 

     

                                           

Portatore di progetto / Projektträger: Teatro San Materno Ascona

Parte del programma / Teil des Programms «Viavai, Contrabbando Culturale Svizzera-Lombardia»

della Fondazione Svizzera per la Cultura, Pro Helvetia e i suoi partne / der Kulturstiftung Pro Helvetia und ihrer Partner

 

Comunicato stampa; Pressecomuniqué

Performance-Conference

Teatro Out Off

Via Mac Mahon 16 | I-Milano | +390234532140

teatrooutoff.it |

06.10. 2014

18.00

 

Curatori / Kurator/-innen: Barbara Fässler | Domenico Lucchini | Heinrich Lüber | Mino Bertoldo

Partecipanti / Teilnehmende:
Valerian Maly (Bones Festival, Berna)
Gerhard Johann Lischka (teorico / Theoretiker CH)
Simone Frangi (curatore / Kurator ArTransit,  direttore artistico / künstlerischer Leiter Viafarini DOCVA)
Gisela Hochuli (performer, curatrice / Kuratorin PerformancePlattformProgr, Berna)
Antonio D’avossa (docente di storia dell’arte / Dozent für Kunstgeschichte Accademia di Belle Arti di Brera, Milano),
Antonio Rezza e Flavia Mastrella (artisti / Künstler)

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Le cronache della Leda #24 – Le cose al proprio posto

fiume Connecticut - fonte Wikipedia

fiume Connecticut – fonte Wikipedia

Il pomeriggio, quando tornava dalle sue lezioni, Stefano mi portava a passeggiare lungo il Connecticut, che scorre a qualche chilometro di distanza da casa sua. Quello era il modo che aveva scelto per il nostro ipotetico riavvicinamento. Come se madre e figlio potessero mai veramente allontanarsi. Abbiamo passeggiato in riva al fiume tre, quattro pomeriggi alla settimana per quasi due mesi, a volte a braccetto, altre con lui che camminava qualche passo più avanti, e io a guardargli la schiena, a riconoscerne le somiglianze con quella di Saverio. Le passeggiate duravano un’ora, più o meno. Per ogni pomeriggio saranno stare pronunciate, al massimo, quattro o cinque frasi, mai particolarmente lunghe, ma non era necessario parlare. A parlare ci pensava il fiume e il suo scorrere diventava il nostro. Quello di cui avevamo bisogno era di camminare sulla stessa sponda, così ci si riavvicina, così abbiamo fatto. Stefano, ogni tanto, mi guardava e sorrideva. È bello mio figlio quando ride, ha sempre sorriso poco, brillante ma serioso. Ha sempre portato sulle spalle il peso della malinconia, dell’assenza. Non sono la sola ad aver perso qualcuno. Un pomeriggio mi ha detto che sono bella, ho scosso la testa, e ci mancherebbe altro ho pensato, e poi glielo ho pure detto. Abbiamo parlato dell’avvocato di tanto in tanto, ha detto che gli ho rubato l’amico, poi abbiamo riso entrambi, di gusto. Nel tratto di passeggiata che facevamo non passava mai nessuno eppure mi sentivo tranquilla, mio figlio mi portava a camminare in un posto che lo rispecchiava, solitario e silenzioso. Durante quelle ore ho avuto spesso la sensazione che l’acqua ci guidasse e che si mischiasse a noi. Diventavamo, in quei momenti, un flusso unico, così si mettono le cose a posto, goccia dopo goccia.

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