Giorno: 24 settembre 2014

ArTransit – Performance Labour

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Una manifestazione di                                              

Portatore di progetto /Projetkträger: Teatro San Materno Ascona

Parte del programma / Teil von  «Viavai, Contrabbando Culturale Svizzera-Lombardia»

Pro Helvetia & partner

 

Comunicato stampa /Pressecomuniqué

 

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Viafarini DOCVA

Fabbrica del Vapore | Via Procaccini 4 | I-Milano |  viafarini.org | +390245471153

 26-28. 9. / 3.-5. 10. 2014

19.00

 

artransit.ch

 

 

Curatori / Kuratoren
Simone Frangi | Heinrich Lüber

Artisti / Künstler/-innen

26.09.2014 Benjamin Valenza

27.09.2014 Roberto Fassone

28.09.2014 Domenico Billari

03.10.2014 Jacopo Miliani |

Hoferoppligerschweikerkaltenbach

04.-05.10.2014 (18.00h – 18.00h) Mali Weil

05.10.2014 (21.00) Quynh Dong

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Le cronache della Leda #23: Ritorno a casa

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Le cronache della Leda #23: Ritorno a casa

 

Ricordo solo di essermi svegliata seduta su una vecchia poltrona di velluto marrone. Una giovane donna tentava di porgermi un bicchiere d’acqua, mi diceva di avermi trovata priva di sensi davanti all’ingresso dell’associazione. A quel punto mi è tornato tutto in mente: stavo passeggiando per Brooklyn, nel mio ultimo pomeriggio americano, sarei partita per l’Italia il giorno dopo. La mia attenzione era stata attratta da una scritta su una piccola targa metallica Gruppo mamme aiuto, prendete per buona la traduzione di una vecchia professoressa in pensione. Leggendo la targa pensavo alla distanza dall’Italia, a quanto poco avessi pensato alla mia casa  durante le settimane trascorse qui, pur avvertendo la mancanza delle mie amiche che, per fortuna, sono diventate tutte bravissime con Skype. Credo di aver pensato a quanto mi sarebbero mancati mio figlio e mio nipote, ed è a quel punto che devo essere svenuta. La donna che mi ha offerto da bere mi ha chiesto come mi sentissi e mi ha spiegato d’avermi trovata sui gradini davanti all’ingresso dell’associazione e di avermi portata dentro con l’aiuto di Claire e Helen, me le ha indicate e loro mi hanno fatto un gesto di saluto, dal fondo della sala. Lei mi ha detto di chiamarsi Suzanne, le ho sorriso: «Come la canzone di Cohen» le ho detto. Mi ha spiegato che i suoi genitori l’hanno chiamata così proprio per la canzone. Stavo meglio, ma ho accettato l’offerta di rimanere lì seduta per un po’ a riposare. Hanno cominciato la loro riunione, c’era un piccolo palco, vi è salita una certa Marion (in automatico ho pensato a Marion Ross, l’attrice di Happy Days), una bionda sui sessanta, che ha cominciato a spiegare d’aver fatto dei passi avanti nella gestione organizzativa dei figli della figlia. Mi son detta che forse nel gruppo avrebbe dovuto iscriversi la figlia, ma non sono una che si metta a giudicare gli altri, ho solo scosso un po’ la testa come avrebbe fatto la Luisa. Ho ascoltato Marion e ho capito che sua figlia aveva dei grossi problemi, faceva un po’ di fatica a parlare ma le altre donne la incitavano. Qualcuna ha preso il microfono per dare qualche consiglio pratico. Suzanne si è voltata un paio di volte a controllare se ci fossi ancora, e mi ha fatto dei larghi sorrisi. Quando Marion è scesa dal palco l’ho applaudita insieme alle altre. Prima che cominciasse a parlare la prossima, ho ringraziato Suzanne e sono andata via.

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