Giorno: 19 agosto 2014

Fernanda Ferraresso, Nel lusso e nell’incuria

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Fernanda Ferraresso, Nel lusso e nell’incuria (Terra d’ulivi 2014)

Nota di lettura di Anna Maria Curci

Il titolo della raccolta di Fernanda Ferraresso pubblicata da Terra d’ulivi, Nel lusso e nell’incuria,  annuncia – e non tradirà le aspettative – che la poesia si muove qui in una materia complessa, a volte ruvida, a volte scivolosa, a scovare e a mostrare l’ingombro del superfluo così come l’ammasso stipato dall’incuria. Si tratta di una scelta rischiosa e responsabile allo stesso tempo; non ignora l’azzardo dell’affiancare opposti e rivendica per sé la facoltà del discernimento, non per pronunciare il verdetto conclusivo di un processo, ma per rinnovare un impegno tenace, non per far sì che chi legge si culli nella ‘delega della coscienza’,  bensì per sollecitarne la vigilanza.
Si avvale, la poesia, di un lavoro svolto con consapevolezza e cura sulla scelta dei termini e sul loro concatenarsi, intrecciando significati diversi e non di rado di segno contrario per mezzo dell’aggiunta o della sottrazione di una lettera o di un’intera sillaba, di un cambio di vocale, o, ancora, di un anagramma, come nel verso che ritengo centrale: «tutto è irto rito nell’eterno flusso».
Elementi architettonici, parti di ingranaggi, arredi e oggetti domestici popolano lo spettro ampio delle immagini, hanno artigli e riserve, compongono «nazioni e nozioni»; colei che le sceglie non fa sfoggio di facile virtuosismo, ma palesa l’intenzione di definirle già nella scelta del termine preciso ancorché desueto.
I testi, con versi di varia lunghezza e con passaggi che hanno il respiro della prosa, non si dilettano con paesaggi metafisici, ma additano le conseguenze dell’accumulo ingordo e indiscriminato: «Stanze di raccolta / in serie ciò che non serve ciò che si rifà / come una riga di scrittura radiata / cancellata e poi di seguito annerita: / sillabe senza domande».

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