Giorno: 13 giugno 2014

Cartoline persiane#13

candela

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Caro Rhédi,

mi è capitato a volte di andare ai reading di poesia.

Ho visto qualcuno che leggeva in una penombra di candele, con voce strozzata, parlando di penetrazioni tristi e orgasmi disperati (qualcun altro, di nascosto, eccitarsi).

Ho visto poeti e poetesse vestiti di nero, perché la vita è dolore, il mondo un baratro, e comunque il nero smagrisce.

Ho visto qualcuno parlare dell’oceano e dell’amore, del candore dei bambini, degli aquiloni. E non vergognarsi nemmeno un secondo.

Ho visto qualcuno parlare lo sa solo lui di cosa, perché meno ci si fa capire e più si è intelligenti.

Ho visto qualcuno che cercava il Senso, ma vai a trovarlo con ‘sto disordine.

Ho visto gente che sapeva perfettamente cos’è la poesia, e fondava per questo una religione, mentre altri facevano lo stesso, e nascevano le guerre di religione.

Ho visto gente scrivere per riuscire a scopare.

Ho visto alcuni in mezzo al pubblico che ridevano sotto i baffi, perché “io non scrivo poesie, ma se le scrivessi certo sarebbero meglio di ‘sta merda”. Ho visto com’è facile sentirsi superiori se si resta dall’altra parte.

Ho visto altri in mezzo al pubblico che avevano lo sguardo assorto e trasognato, tipo svegliami quand’è finita così posso applaudire oh che serata sì ieri sono andato/a a una lettura di poesia ma scherzi caro/a per me l’arte è indispensabile vissi d’arte vissi d’amore.

Ho visto poeti che parlavano ma non ascoltavano.

Ho visto poeti tramutarsi in profeti.

Ho visto poeti diventare minacciosi perché a qualcuno non era piaciuto un loro verso. Ho visto specchi graffiati, uno sterminato campo di narcisi feriti.

Ho visto poeti incazzarsi per niente. Se la poesia ti fa incazzare diventa niente.

Ho visto poeti molto bravi, che leggevano nel modo giusto, senza gonfiarsi il petto, ma facendo caso alle parole.

Ho visto poeti che sembravano dei cretini.

Ho visto a volte l’imbarazzo di chi leggeva, e mi è passata ogni malizia.

Ho visto avverarsi il quarto d’ora di celebrità per tutti, anche se chiamarla celebrità forse è un po’ troppo.

Ho visto qualcuno fare una domanda di un quarto d’ora al poeta di turno, e mentre quello rispondeva andarsene.

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@Andrea Accardi