Giorno: 26 maggio 2014

TRP, un giorno dopo: Mario Benedetti

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Treviglio, 25 maggio 2014

Queste sono alcune delle parole che Stefano Pini ha scritto, in accompagnamento ai testi che Mario Benedetti ha scelto di leggere:

“L’incontro di oggi è nato, inconsapevolmente, una mattina d’inverno del 2008, quando presi in prestito in una biblioteca milanese Umana gloria, libro di Mario Benedetti edito nel 2004. Lo feci quasi per caso, incuriosito dal tanto parlare che se ne faceva allora: io arrivavo in ritardo, dopo due ristampe esaurite e la vittoria del Premio Napoli; io non sapevo niente dell’autore, delle sue storie. Il libro mi ha aperto a un mondo diverso e al tempo stesso conosciuto, mi ha fatto intuire una delle possibili strade della poesia italiana di oggi. Umana gloria è una mappa: geografica, innanzitutto, con i rimandi ai luoghi dell’infanzia e della giovinezza di Benedetti, snodata tra il Friuli e la Slovenia, che passa per Milano e arriva fino all’amata Bretagna; antropologica, poi, con la volontà – e la necessità – di indagare senza falsificazioni (etiche e poetiche) il reale, la vita com’è, nuda; linguistica, infine, con il verso che si distende, si spoglia degli sperimentalismi per abbandonarsi a una scrittura tenue, prosastica. Tutto questo va a costruire un percorso che, in sordina ma con forza, attraverso la sensibilità del linguaggio accomuna l’esperienza del singolo (il poeta) a quella comunitaria (dei lettori). Il mondo che si svela all’occhio del lettore è il quotidiano in cui le verità, i valori e i sentimenti sono legittimati attraverso una poesia che dà spessore all’esistenza prendendone le distanze, percependola in difetto. Una gloria terrena che, tramite il verso, diventa resto. Un’umanità fatta propria essenzialmente nell’esperienza della perdita”.

Ed ecco che una in particolare, questa, meravigliosa, poesia torna a toccarci:

 

Che cos’è la solitudine.

Ho portato con me delle vecchie cose per guardare gli alberi:
un inverno, le poche foglie sui rami, una panchina vuota.

Ho freddo, ma come se non fossi io.

Ho portato un libro, mi dico di essermi pensato in un libro
come un uomo con un libro, ingenuamente.
Pareva un giorno lontano, oggi, pensoso.
Mi pareva che tutti avessero visto il parco nei quadri,
il Natale nei racconti,
le stampe su questo parco come un suo spessore.

Che cos’è la solitudine.

La donna ha disteso la coperta sul pavimento per non sporcare,
si è distesa prendendo le forbici per colpirsi nel petto,
un martello perché non ne aveva la forza, un’oscenità grande.

L’ho letto in un foglio di giornale.
Scusatemi tutti.

 

Poi l’accento cade su “Tersa morte”, l’ultimo libro di Benedetti, dove tutto si abbandona.

L’esperienza sopravanza ogni possibile stilistica e perciò non resta che percorrere queste strade umane…

“Tutto a una distanza sola” – scrive Benedetti, a una sola unità di misura provare a “vedere nuda la vita / mentre si parla una lingua per dire qualcosa”.

(…)

E noi lo ascoltiamo, rapiti, in silenzio.

Cristiano Poletti

 

Cinque inediti di Giovanna Iorio

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IL CANTO

Io ti lascerei
dormire sul mio cuore –

questa non è una poesia d’amore
non ti spaventare
tremi quando comincio a cantare
ma non ci sono versi
se non vado a capo
ascoltami mentre dormi
posso continuare?

Volevo dirti
che la notte ti somiglia
è vera è nera
ha le tue ciglia.

 

MALINTESI

Oggi, con mia sorpresa,
qualcuno ha scambiato per una poesia
la mia lista della spesa.
Per sbaglio l’ho pubblicata
iniziava così: insalata, pasta, passata.
Non è colpa né merito mio
se tra le cose da comprare qualcuno ha letto
la parola Dio.
Era solo un po’ d’olio anagrammato
una cancellatura sul foglio macchiato.

 

TITANIC

Questa è una poesia
di terza classe.
Viaggia sul Titanic
e non si salverà.

Annegherà col suo lieve fagotto
ma per ora se ne sta
abbracciata all’iceberg
galleggiano insieme
senza affondare.

Sulle scialuppe le grasse
poesie di prima classe
in silenzio stanno a guardare.

 

CONGEDO

Lasceremo tutto
sul molo

come la moglie
del marinaio

getteremo il cuore dagli scogli
un mollusco molle

al volo lo afferra
un gabbiano – nel becco
un grido.

 

POESIA DEL MIO QUOTIDIANO

Che strano, sono apparse
le prime rughe. La luna
avvizzisce come una prugna
frutta raggrinzita nell’orto
del sistema solare.

Mentre stasera il cielo profuma d’autunno
è primavera alla Future Gallery.
Che bello il mandarino e il prato di gelatina
e il cielo di marmellata e i fiori
di zucchero: c’è Lily Vanilli
e la Cake Britain. Mad artists
che danno un Tea Party.

Sto nel mio letto di pancarrè
mi tolgo le scarpe di liquirizia
mi metto a pensare all’asta

su e-bay – vediamo chi vende
il W.C. di Salinger
un milione di dollari ma non è quello
della sua ultima casa – lo garantisce
Littlefield che ha sposato una donna
di nome Joan –
è proprio ‘autentico WC
del Giovane Holden.

Cosa ne pensano Abdullah, Angelica e Andrea?
Sono giovani anche loro ma a Cagliari
nel quartiere di Sant’Elia c’è una teoria
di case popolari sotto il castello
e il regista Salvatore Mereu lì ha tenuto un corso
di regia alchimia e stregoneria.

Diari di vita difficile. Mi hanno conquistato. Ho deciso
di farne un lungo
metraggio con la mia Viacolvento e a Tajabone
sono scesi gli angeli sulla terra. Cinque
le storie intrecciate
tutte vere. Andiamo ragazzi
vi porto a Venezia. Beppe Fiorello

sogna uno show con suo fratello mentre la vuvuzela
entra nell’ultima edizione dell’Oxford dizionario.
La trombetta africana ce l’ha fatta. Evviva! A Casoria
hanno assassinato mio padre
per un grappolo d’uva.

Mi dispiace ma il granaio d’Europa è vuoto
deve cadere una testa per i diamanti di Naomi
e in Belgio nasce
la festa dei non genitori. Liberateci
dall’abuso della memoria. La Repubblica
20 agosto 2010. Italia.

Giovanna Iorio vive e lavora a Roma. Ha tradotto poesia e narrativa, tra cui La vergine nel giardino di Antonia Byatt (Einaudi 2001) e Dopo lungo silenzio (Mobydick, 1997). I racconti sono pubblicati in diverse raccolte, tra cui 100 storie per quando è troppo tardi (AA.VV. Feltrinelli), Roma per Roma (Edizioni Progetto Cultura), Rosso da camera (AA.VV. Perrone Editore, 2012), 100 storie per quando è veramente troppo tardi (AA.VV. Feltrinelli). Le sue raccolte di poesia sono: La memoria dell’acqua (Ghaleb Editore); Mare Nostrum (CFR); In-chiostro (Delta 3 Edizioni); Al cappero piace soffrire (Progetto Cultura); Una Venere nel Tevere (CFR); La/crime/ndays (CFR) appena pubblicata. Tra le antologie che contengono sue raccolte ricordiamo La forza delle parole (Fara Editore); Pazziando (Fara Editore); Percezioni dell’invisibile (AA.VV. L’Arca Felice); Ifigenia siamo noi (AA.VV. Scuderi Ed.). È redattore di Finzioni e ha una rubrica di racconti sul sito Roma&Roma.