Giorno: 13 maggio 2014

Sei inediti di Giovanni Ibello

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Quando saremo morti
il solleone inciderà
il nostro nome nuovo
nei rigagnoli ai lati delle strade
uno sfolgorio di sinapsi
nei pomeriggi arrochiti
dall’estate.
E sarà bellissimo
come un’idea
il graffito di Dio
e il fango e i piedi nudi dei fanciulli
e il mondo fuori, la terra dei fuochi
l’aria cinerina
non sarà che un parlare ozioso.

 

*
Dopo la morte resta solo il nome
e un silenzio inquieto
lo sfrigolio del corpo che si decompone.
Ma le unghie sono spade lucenti
ancora troppo legate alla vita
brandite dalla mano che cede
all’ombra adunca dei tulipani.
Il prete si guadagna da vivere
i fedeli delirano sui loro tormenti,
ma la bocca che pregava
non era pronta a baciare le tempie
e le mani strette sul petto
sono quelle del feto
che per istinto, si difende.

 

*
Quando tutto sarà finito
sarà il sonno a irrigidire
gli occhi le braccia, il torso
che spasima
perché capita
che sia dura riconsegnarsi alla materia
o relegarsi alla quiete
quando la schiena
è incollata alla parete
e una scia celeste e luminosa
ricongiunge il pensiero
al giorno precedente, l’anno prima:
si sta fermi mentre tutto
procede e non procede.

 

*
A separarci fu l’incoscienza
la resistenza delle unghie nere
la tensione di una smorfia, le vene
dilatate nella mano, a reggere
il peso del corpo che cede.
Ci ha separato l’incoscienza
perché  il distacco non ha memoria:
il pensiero è troppo vile per restare
mentre il corpo, ancora vivo, si abbandona.

 

*
Quando con la mano
cercherò le gore del tuo pianto
la fiamma sarà il silenzio
di una cattedrale
e la cenere ci occluderà il petto
con la boria delle false promesse:
“Le nostre voci sono l’aria che manca
ma so che non avrai paura”.

 

*
La poesia che non riesco a dire
è un fiotto di sangue che si dirama
quando luce e silenzio si fanno materia
e la parola resta solo
un’impronta del percorso
non porta nome, né volto, né voce
solo una parete divisoria
e due occhi sgranati che si scrutano
dal mezzo di una feritoia.

 

 

Giovanni Ibello, napoletano di 25 anni, giornalista pubblicista e tesista in Diritto Ecclesiastico alla Federico II di Napoli. Lavora come cronista in veste di inviato, redattore ed editorialista in materia di sport, ambiente, arte e letteratura. Ha pubblicato poesie e approfondimenti critici sulle principali riviste letterarie on line.