Gabriel García Márquez (1927 – 2014) – una nuova solitudine

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Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. (Cent’anni di solitudine – incipit)

4 comments

  1. come ha detto Fabio MIchieli, l’incipit di Cent’anni di solitudine viene subito dopo a quello della Divina Commedia. Buon viaggio e che sia su un treno

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  2. Solitudine è la parola chiave del mondo creato da Garcìa Marquez.. una vasta gamma di solitudini ,personali e collettive con una carica istintiva nella rappresentazione del mondo al di fuori dei modi tradizionali della narrativa europea.Macondo non potrà mai essere aggredito dall’espandersi della foresta.Mai!

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