Giorno: 6 aprile 2014

Contemporary Jukebox (comunicato stampa)

Antonio D'Agostino, Back-Stage, Charlotte Moorman e Nam June Paik, 1974

Antonio D’Agostino, Back-Stage, Charlotte Moorman e Nam June Paik, 1974

Bilancio positivo per la prima edizione di Contemporary Jukebox

Schiavoni: Grande successo e qualità per la manifestazione di Senigallia

 

Si è chiuso con un successo di pubblico, l’entusiasmo dell’amministrazione e grande qualità la prima edizione di “Contemporary Jukebox, largo all’avanguardia“, festival multimediale di musica contemporanea aperto alle contaminazioni con le altre arti, grazie anche a una serie di proiezioni cinematografiche e a due importanti mostre, dedicate a Fluxus e alla Poesia Visiva, allestite presso il Palazzo del Duca.

Dalla regione e da quelle contigue, in molti hanno raggiunto Senigallia per partecipare alla neonata creatura targata Paolo Tarsi. Durante gli otto giorni del festival – patrocinato dalla Regione Marche e dal Comune della città costiera, e che si è svolto in collaborazione con il Musinf e con la Confartigianato di Senigallia – la cittadina adriatica è stata visitata dai tanti appassionati di musica e arte contemporanea che si sono lasciati affascinare dai nomi in programma.

E a subire il fascino della manifestazione non è stato solo il popolo della musica e dell’arte ma anche i media. Da D Repubblica a Radio Cuore, da Affari Italiani a Radio Arancia Network, dall’Avanti ad Artribune, passando per il Giornale della Musica e il Corriere Musicale. E poi la stampa locale, che dall’online al cartaceo ha dedicato al festival una vetrina importante sul territorio, con addirittura due uscite su tutto il territorio regionale.

Davvero significativa l’affluenza durante il concerto-progetto su John Cage a cura di Paolo Tarsi con il duo Fauve! Gegen a Rhino, presentazione in anteprima del loro album sul compositore americano in uscita a giugno per l’etichetta Trovarobato/Parade, così come nelle serate di “IMPROPTUS”, il meraviglioso concerto dell’artista visivo, compositore e sound designer Roberto Paci Dalò, “The Cold Summer of the Dead” dei Junkfood e “Musica Colta da Cultura Incolta” con Enrico Gabrielli/Der Maurer e Sebastiano De Gennaro. Molto noti per le loro collaborazioni in ambito rock, in tantissimi sono accorsi ad ascoltare i due musicisti mentre presentavano a un pubblico incantato le loro riletture di Francis Poulenc, Karlheinz Stockhausen, John Cage, Steve Reich e David Lang, mentre il chitarrista palermitano (ma di casa a Francoforte) Flavio Virzì ha interpretato pagine di Jacob TV e dei musicisti spettrali Tristan Murail e Fausto Romitelli accanto a una prima esecuzione assoluta di “Their Bodies” del compositore inglese Anthony Donovan. A margine conferenze come quella su “Il suono come concetto da Duchamp a Fluxus” tenuta presso la Mediateca della Biblioteca Antonelliana da Maurizio Cesarini, docente dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone, piuttosto che sul minimalismo sacro di Arvo Pärt, mentre per le vie del centro storico fluttuavano le musiche di Philip Glass del Metamorphosis Saxophone Quartet o i suoni elettronici di “Oxariénto” di Andrea Chirivì con Sandra Pirruccio.

Tanti i luoghi suggestivi della città toccati dal festival e portati all’attenzione dei visitatori: dalla Rotonda all’auditorium San Rocco e alla Chiesa dei Cancelli, dalla Piccola Fenice alla Biblioteca Antonelliana. Entusiasmo manifestato anche dagli esercenti del centro storico, coinvolti direttamente e ben felici di accogliere i visitatori accorsi e tutte quelle nuove iniziative in grado di ridare vigore agli esercizi commerciali, specie in tempi di crisi come questo.

“Sono molto soddisfatto e contento e parlo a nome di tutta l’amministrazione – dichiara Stefano Schiavoni, Assessore alla Cultura – e spero che questa prima edizione del festival possa continuare sviluppando la progettualità che ha già dimostrato”. Schiavoni esprime il suo apprezzamento anche nei termini della multimedialità che il festival ha saputo proporre. “Dalla musica, all’arte contemporanea, alla fotografia e alla convegnistica. Quella di Tarsi è senza dubbio una proposta molto intelligente che ha saputo mettere insieme musica di alta qualità e arte, riproponendo l’effervescenza culturale degli anni ’60 in cui il movimento Fluxus è nato e in cui arti e musica sembravano dialogare costantemente. Abbiamo una consapevolezza incompleta della cultura del ‘900 – puntualizza Schiavoni – e Contemporary Jukebox, in questa prima edizione, ha svolto una ricerca e una lettura di tutte quelle aree generalmente poco approfondite”.

Stefano Schiavoni (Assessore alla Cultura di Senigallia), Maurizio Cesarini (artista), Paolo Tarsi (direttore artistico di Contemporary Jukebox)

Stefano Schiavoni (Assessore alla Cultura di Senigallia), Maurizio Cesarini (artista), Paolo Tarsi (direttore artistico di Contemporary Jukebox)

Sei inediti di Domenico Cipriano

cipriano

 

*

Non meravigliarti se vedi
ragazzi disfatti sulle sedie
nei bar di calce e pietre
sono aggrappati alla roccia
che staglia sulla vita
e la protegge. E se insidia
nella notte il sonno è il rovescio
dello scroscio dell’acqua
che ama dialogare.

 

*

Mi confondo come un fungo tra le foglie
e rifiorisco tra le croste dei bar sconsacrati
nell’inverno che reclama riti pellegrini
d’amicizia. Siamo rifugiati che vuotiamo i bicchieri
e riluce il ricordo sul presente evanescente
gira cercando altra mente e si distende
fermandosi in un punto della storia rinnegata.
Siamo noi, tra lacrime e risate, che riemergiamo
dagli abissi, sospesi in un volto, su un vuoto incomprensibile
da chi misura la distanza col giudizio.

 

*

(per Sofia)

Moriamo pezzo dopo pezzo mutando,
crescerai e sarai altro, diversa. Ferma
l’immagine che hai già cancellato
nelle ore (non è affidabile la memoria)
così la presenza non è solo un dettaglio
per la nostra comprensione. Filo spinato
e ruggine sui punti fermi del mondo,
ma nemmeno quello spigolo d’universo
ci appartiene. Cambiano con te
le cose abbandonate.

 

*

Le persone sono luoghi
e ogni epoca li ricostruisce.
Chiedo alle immagini un’affezione
documentata, il risvolto
del luogo in cui sono nato.

 

*

(per Luigi, mio fratello)

Non è facile accettare il cambiamento
siamo altro e non lo crediamo: volti
(luoghi) apparecchiano testimonianze
di parole e sinfonie astratte di ciò
che siamo stati all’apparenza, in altra epoca
singolare. Non viviamo il presente
tra le croci e le diaspore del niente, siamo
le ossa sacrosante scrostate al cemento
ogni mattina e la sera la sventura
della natura non contemplata. «Pensi
che il rimpianto violi la scissione
tra passato e presente o l’assenza è solo
un pretesto?». Siamo null’altro che un viso
che multiforme deposita il suo sguardo
sulle cose a cui apparteniamo e dobbiamo
dare conto per scelte lasciate in un angolo
del mondo a cui chiediamo giornalmente
di accoglierci tra passato e futuro, nella vita
che si dilegua con chi vive e sfoglia le parole
solitarie. Tra l’innocenza e la colpa
scelgo la colpa (anche se appare innocente)
ma non biasimo l’involucro duro
che nulla chiede alle parole dissuadenti.

 

*

Cresce dentro, questo senso di colpa
per ogni evento della storia, ogni violenza
degli uomini o della natura. Dovrei non vivere
le piccole gioie quotidiane perché le vedo sottratte
agli altri, ai colpiti di ogni evento ogni giorno
sotto polvere di cemento, sotto il disfacimento
della grazia. E un brivido mi percorre, una formica
fuori stagione che si muove lungo il corpo
partendo dalla mente, simulando un’onda
dalla ferocia disarmante. Ora che tutto è calmo
ma il mondo è più vicino negli schermi,
ogni trama ci appartiene, anche quando non conviene.

 

 

Domenico Cipriano nasce nel 1970 a Guardia Lombardi (AV). Vive e lavora in Irpinia. Già vincitore del premio Lerici-Pea 1999 per l’inedito, nel 2000 ha pubblicato la raccolta di poesie Il continente perso (Fermenti – premio Camaiore proposta e segnalato al Premio Montale) prefazione di Plinio Perilli e nota del musicista Paolo Fresu. La raccolta Novembre (Transeuropa 2010), prefazione di Antonio La Penna, è stata inclusa nella rosa finalista del premio Viareggio-Répaci 2011. Ha realizzato libricini da collezione e collaborato con artisti di vario genere, tra gli altri si ricordano Alessandro Haber e Sergio Rubini. Nel 2004, con l’attore Enzo Marangelo e i musicisti Enzo Orefice, Piero Leveratto ed Ettore Fioravanti, ha realizzato il CD di jazz-poetry JPband: Le note richiamano versi (Abeatrecords) e, dal 2010, guida il progetto “Lampioni”, per la sua voce e le musiche degli “Elettropercutromba”. Suoi interventi e poesie sono presenti su riviste e antologie. Tra le prime si ricordano: «Gradiva», «Italian Poetry Review», «Poesia», «La Mosca di Milano», «Capoverso», «Polimnia», «Punto». È redattore della rivista «Sinestesie» e collabora con varie testate. Ha ideato e curato numerose iniziative; cura la collana di foto e poesie per la valorizzazione del territorio, dal titolo “Pietre Vive”, e la rassegna “Le strade della poesia”.

Email: dcipriano@tiscali.it
Sito web: www.domenicocipriano.it