Giorno: 21 marzo 2014

Flashback 135 – Pace

Cronaca del viaggio in una terra sconosciuta tra immagini e parole

Cronaca del viaggio in una terra sconosciuta tra immagini e parole

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Le macchine che passano lungo la strada statale rallentano in prossimità della curva, qualcuno per via dei cartelli e qualcuno per la curiosità. Ogni tanto uno dei conducenti si accorge che ci sono due figure sulla montagna, vicino al bunker. Io continuo a scrivere, ripetendo le parole nella mente, e intanto mi chiedo cosa potranno mai immaginare da là sotto. Penseranno che sono qui per scrivere una dedica d’amore, una verità da nascondere o un insulto al politico di turno. Ogni tanto mi giro per controllare che non arrivino i Carabinieri; domani ho un aereo che mi aspetta per rientrare nelle mie città, quella di nascita e quella di adozione. Le parole si seguono e il caldo è sempre più caldo. Una volta in strada, guardo in alto: la poesia è l’unica cosa che resta.

© Marco Annicchiarico

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Sei inediti di Biagio Cepollaro

da Inedite qualità (2012-2014)

Cepollaro

*


il corpo ha conosciuto vari livelli e profondità
della luce e di ognuno ha preso biologica
nota anche dello spiraglio anche dell’abbacino
ora vorrebbe stare in una luce distratta e calma
che può continuare se stessa senza pena
per puro irraggiamento di semplice attesa


*


il corpo vorrebbe rendere solido il suo liquido stato
d’animo e nella stabilità della terra darsi da fare e
curando le sue piante come piramidi nelle più
quotidiane incombenze non darsi pena
per tutto ciò che lo travalica l’esplosione
lontana di una supernova o il mangiarsi reciproco
di stelle troppo vicine per non scambiarsi materia


*


il corpo resta quasi interdetto dalla quantità
d’ansia che lo assale. a volte gli sembra di non poter
dare ciò che vorrebbe perché troppo occupato
a badare a sé come un groviglio che non va
sciolto di un botto ma sfilato grumo dopo ombra
fino al succedersi lineare dei fatti e degli affetti.


*


il corpo svegliandosi nel sorriso dell’altro si raccoglie tutto
come semplice e nuda vita: le sue pulsazioni sono gli accenti
di un dire che conclude la frase solo per ricominciarne un’altra
il flusso che lo innalza è lo stesso che ha spinto la notte
fino alla sua placida estenuazione: la luce è fiato che riprende
è la pacifica neutralità delle cose del giorno


*


il corpo è come se inciampasse nella sua psiche: reazioni
non desiderate vanno a ferire altre menti allontanandone
i corpi. non si scioglie la sedimentazione degli anni
e piccole o grandi corazze difendono anche in assenza
di attacchi come tracce di parole ridotte a gesti o a tic
la mente ha tanti strati quanto l’archeologia che il corpo
porta con sé: il rettile e il bambino stanno a tavola con noi


*


il corpo sa che pur coprendo l’arco dei giorni nella più
immanente delle incarnazioni non potrà lenire neanche
di poco il dolore di ciò che consumandosi finisce: non c’è
modo se non c’è altro e il corpo sa senza dirlo che tutto è qui