Giorno: 8 marzo 2014

Giuseppe Samperi, Il miliardesimo maratoneta

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Giuseppe Samperi, Il miliardesimo maratoneta

Nota di lettura di Anna Maria Curci 

Ben conscio, sin dal titolo, dell’essere numero in un insieme quantitativamente schiacciante,  tra «scribacchini e scribanti» dell’«isola d’inchiostro», Il miliardesimo maratoneta di Giuseppe Samperi si impone all’attenzione, tuttavia, per la sicurezza con la quale, non tralasciando alcun ostacolo, corre in gimcana in mezzo ai lampi tragicomici dei granchi presi – lucciole e lanterne, oscillanti tra l’ossimoro di benevoli malintesi  e battute d’arresto-sollievo, svolta, boa e ormeggio – e al setaccio («scolino») di un abile e talvolta sornione understatement. Il maratoneta sa, e lo dichiara, che l’esistenza è «ladrocinio nelle suole».
Se nella prima parte, Isola d’inchiostro, il maratoneta si muove nell’universo delle immagini di mare e spiaggia, pesca e bagnasciuga, ciottolo e rena, seppia e sabbia, con un gioco esplicito di rimandi ai correlativi nella scrittura, inchiostro e carta, segno e pagina, nero del tratto e bianco del libro che deve ancora accogliere i caratteri tipografici, nella seconda, Suite per Orietta, si slancia, si curva amorevole, si proietta speranzoso sulla terraferma. Eppure i «sentieri ingannevoli», sono lì e aspettano, tendono tranelli. Lo slancio si scontra, nella terza parte, A spillo di corazza, con pareti, vie di fuga tracciate con l’inchiostro, lacci e gomene dal regno delle madri. Nella quarta parte, D’inchiostro e carta, il nero dell’inchiostro si riversa nell’uva pigiata nella tinozza, la battaglia quotidiana della scrittura è associata alla competizione arcaica e combattuta a colpi di bicchieri di vino,  di “padrone e sotto”; il maratoneta, figlio-soldato di padre in partenza, adesso «capo», è intento alla «pigiatura della carta», che il padre ora, a cambio dei ruoli avvenuto, deve ammirare.
Nella sezione All’aspro d’arancio, che conclude la raccolta, è l’incontro con il dialetto a sciogliere lingua e muscoli, ad accelerare lo scatto e a dare libertà di passo, non importa che sia il primo o il miliardesimo, al maratoneta. L’invito «non (gn)essiri vavaluci!» (“non essere lumacone!”) è «calzare su misura» e, allo stesso tempo, calzante perfetto per le scarpe del maratoneta. Sarà sua, di volta in volta, la scelta tra semplici sandali e stivali delle sette leghe.

© Anna Maria Curci

L’isola d’inchiostro
tutti dico tutti
scribacchini e scribanti
cannocchiale in mano
ridicoli bermuda
sono io Cristoforo
a prua
sul quaderno
tutti dico tutti
a scambiare un naufragio
per terraferma.

(p. 16, dalla sezione Isola d’inchiostro)

 

È ora che ti accompagni
al giro di boa:
dove si fa grano
e di timoroso rispetto
esilio
l’irriverente inchiostro.
E che tu mi accompagni
oltre la soglia delle sere,
brunite le isole-chimere
echi di terraferma
dove uomini hanno grandi le mani
e segni di zolle bianche
fra le dita.

(p. 45, dalla sezione Suite per Orietta)

 

Madre qui fuori fa freddo
gli uomini indaffarati non hanno
sfarzo di fermarsi sui fogli
a diventarne fragili.
Le guerre iniziano
prima della lotta
e a far guardia fra i carri
l’aurora è umido che assale.
Lasciami tranquilla
nelle ore che a spillo di corazza
mi incidono i versi.

(p. 56, dalla sezione A spillo di corazza)

 

Il capo
adesso ero io, tu
dovevi in silenzio ammirare
la pigiatura della carta, con meraviglia
la gradazione alta dell’inchiostro.

(p. 64, dalla sezione D’inchiostro e carta)

 

Non accontentarti di essere
il primo, l’ultimo,
il miliardesimo. Vai
libero
di approdare lontano
da ogni molo,
distante
soprattutto da me.

(p. 81, dalla sezione All’aspro dell’arancio)

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Giuseppe Samperi è nato a Catania, vive a Castel di Iudica. Laureato in Lettere Moderne, ha fondato e diretto la casa editrice “Samperi editore”, poi “Edizioni del Calatino”.
Ha esordito nel 1999 con una plaquette di versi in dialetto, Sarmenti Scattiati (Catania, Prova d’Autore), opera vincitrice dei Premi “Città di Marineo”, “Erice Anteka”, “Ignazio Buttitta”. Nel 2002 pubblica la silloge dialettale Aria sbintata (in Chiana e Biveri, ibidem, premio “Angelo Musco”, Milo). Del 2003 è una raccolta di prose, aforismi, versi, dal titolo Alice dell’Amore (ibidem). Del 2011 è la silloge Il miliardesimo maratoneta (Edizioni del Calatino).
In ultimo ha pubblicato gli ebook Genesi e temi di un romanzo “familiare”: ‘La casa in collina di Cesare Pavese’ e la raccolta di racconti e prose La bottega del non fare & altri racconti.