Giorno: 6 dicembre 2013

Flashback 135 – Raju

Cronaca del viaggio in una terra sconosciuta tra immagini e parole

Cronaca del viaggio in una terra sconosciuta tra immagini e parole

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A Raju il tempo si è fermato nel settantatrè. Dopo l’alluvione e la frana, il suo ricordo è rimasto solo nella memoria dei nuovi vecchi. Le case hanno ancora le dispense chiuse con le bottiglie intere di salsa e di olio; il marsala all’uovo, l’amaro e l’anice sono vuoti per metà. Da quarant’anni quel poco che è rimasto è abbandonato. Le case, la divisione delle stanze, i mobili e i letti di paglia mi ricordano gli anni dell’infanzia, quando con la mia famiglia attraversavo l’Italia per andare a trovare i nonni in Irpinia. Tonino abitava in Vico Lentini; viene qui tutte le settimane. Di Raju gli è rimasto un pezzo d’orto e un occhio di vetro. Non sopporta i ragazzi che vengono a manipolare a casa sua. Perché lui non vede solo un paese fantasma.

© Marco Annicchiarico

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Paola Ronco – La luce che illumina il mondo

ronco

Paola Ronco – La luce che illumina il mondo – Indiana – euro 17,50 – ebook 6,99

Come ti dico un libro

Parte prima: Ti dico che questa storia si svolge in un posto che non c’è, ma che somiglia molto a un posto che potrebbe esserci. Questo posto si chiama Sumonno, parola che, se scomposta, Su monno, potrebbe rimandare alla lingua sarda: Il mondo. Anche se in barbaricino mondo è mundu, ma in altri dialetti, come il marchigiano mondo è monnu. Non so, mentre ti dico, se l’autrice abbia pensato a tutto ciò, ma la suggestione resta e tu, potenziale lettore, falla tua. Sumonno questo è: un piccolo mondo terribile e triste, se tutto ciò ti ricorda qualcosa vuol dire che ci stiamo capendo. Sumonno è diviso in tre zone: ZonaSviluppo (quella riservata ai più poveri); CittàProgresso (dove sta la borghesia, il ceto medio, come dicono adesso); CentroRubino (riservato ai ricchi, ai potenti). L’avvertenza è che questi tre quartieri sono tra loro separati, non tutti possono muoversi da una zona all’altra. Questo è il luogo e qui, dove si muovono i personaggi, piove, piove parecchio, il cielo è sempre scuro, il fiume straripa, la gente muore.

Parte seconda: Ti dico come viene su la storia, ma anche come viene giù. Ti dico come i personaggi la fanno la storia, come nella storia ci stanno. La gente muore, ti dicevo, e muore in ZonaSviluppo, il quartiere povero, e qui che la pioggia incessante distrugge togliendo tutto a chi ha già quasi niente. Tutti i personaggi del romanzo sono coinvolti in questa tragedia. La famiglia Neri, i potenti, gli imperatori di Sumonno. Costanzo, Sindaco ad interim e genitore di Ramsete e Osiride.  Costanzo è il classico imprenditore che tutto controlla, che manovra le persone a suo piacimento e per suo tornaconto. Ramsete che dovrebbe esserne l’erede è in realtà quasi un nemico, arrogante, crudele, sadico, vizioso e viziato. Osiride è un’anima sensibile ma totalmente soggiogata da un guru che gli strappa notevoli somme di denaro, in cambio di purissime verità. Florestano Leoni il raffinato capo della malavita locale, uno che non lo diresti e invece. Ti dico, caro e possibile lettore, della bellissima Melissa, la donna del boss, che lavora all’Istituto di medicina legale, che scatta incessantemente foto dei cadaveri sul luogo della tragedia, come se non riuscisse a fermarsi. Di Toni, la guardia del corpo di Ramsete, che tutto sente e vede, che da tutto viene toccato, che è protagonista suo malgrado. Dei due giornalisti: Alex, il servo del potere e Maurilio, l’indipendente, lo sguardo pulito, critico e un po’ cinico sulla realtà. Maurilio è l’uomo dai mille ricordi, dai molti rimpianti, è l’uomo che sa il valore della memoria e per questo te lo cito mentre riflette, caro probabile lettore, perché a volte le citazioni vengono buone. «Il momento peggiore, pensa Maurilio, gli occhi spalancati in una rassegnazione insonne, arriva quando ti senti troppo vecchio per prenderti il gusto di un’ultima rivolta.» Maurilio che sa  quanto importi fare i conti con la storia. Maurilio che da anni va in carcere ad intervistare Maria Sole, una terrorista che ha scelto a suo tempo la prigione per non barattare, con nulla, le promesse fatte a se stessa. Un personaggio dignitoso, uno dei pochi. Ma se non dovesse bastarti caro lettore, ormai ti do per acquisito, devi sapere che in questo romanzo c’è anche una setta: i Neo catari. I membri della setta, per scuotere le coscienze, per abbattere il muro dell’indifferenza, o per tenere fede a principi che vengono da molto lontano, cominceranno a darsi fuoco in vari punti della città.

Parte terza: Ti dico, fidato lettore, ti dico un attimo come scrive Paola Ronco, come sa costruire bene la storia attraverso i dialoghi. I personaggi parlano tra di loro e con la loro coscienza. E attraverso questo scambio continuo, questo flusso ininterrotto di parole, la trama prende forma insieme a quello che scopriamo delle loro vite. Delle loro debolezze. Questo è un libro dove le debolezze contano moltissimo, ne sono vittima tutti. Sarà debole il buono, il cattivo, il povero, il ricco, il mistico, il materiale. La scrittura della Ronco sale piano piano e ti porta dove vuole, dove deve. E prima che tu te ne renda conto, amato lettore, quel “dove vuole” si trasformerà in un “dove vuoi”.

Parte quarta: Ti dico che questo è un libro su un mondo in rovina, un mondo inventato, un mondo reale. Ti dico che quando leggerai, dovrai sceglierti una colonna sonora adatta, perché potrebbe venirti utile. La Ronco ne ha avuta una mentre scriveva, quando ho letto ne ho scelto una abbastanza simile, ora tocca a te. La luce che illumina il mondo è un viaggio in qualcosa che forse conosci già, ma ogni viaggio è diverso a seconda dell’occhio di chi racconta. Buon viaggio.

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© Gianni Montieri