Giorno: 28 novembre 2013

Librai per un giorno – Venezia

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Librai per un giorno
sabato 30 novembre 2013 gli autori vi aspettano nelle librerie di Venezia e di Mestre per chiacchierare, consigliare e sfogliare libri.
A Venezia gli scrittori vanno a fare i commessi in libreria per aiutare le librerie. Lo stesso giorno la medesima iniziativa si tiene anche negli Stati Uniti: un gesto concreto per contrastare la crisi. Una buona scusa per curiosare in libreria, comprare un libro consigliato da uno scrittore, scegliere un regalo per Natale. Entrate, guardate, toccate, sfogliate, chiedete. I libri non sono tutti uguali, e neanche le librerie. Quello che trovate sugli scaffali dipende dai gusti del paron de casa e dalle esigenze dei suoi lettori. L’importante è entrare. Apprezzerete tutto quello che possono offrire le librerie veneziane: libri, passione, servizio, festa, svago, amicizia.Questa iniziativa è promossa da Venezia città di lettori

con il patrocinio dell’assessorato al Commercio del Comune di Venezia

 
Cafoscarina Michela Scibilia [mattino], Alberto Fiorin [pomeriggio]
Don Chisciotte Fabio Amadi [mattino], Marco Crestani [pomeriggio]
Giunti Sant’Aponal Davide Busato [mattino], Michela Scibilia [pomeriggio]
Giunti Strada Nova Andrea Molesini [mattino], Davide Busato [pomeriggio]
Marco Polo Tiziano Scarpa [10–11], Fulvio Ervas [11–13], Anna Toscano [pomeriggio]
Mare di Carta Cristiano Dorigo [mattino], Paolo Ganz [pomeriggio]
Miracoli Marco Crestani [mattino], Paola Zoffoli [pomeriggio]
Punto Einaudi Tiziano Scarpa [11.30–13], Tiziana Plebani [pomeriggio]
Studium Alessandro Marzo Magno [mattino], Cristina Gregorin [pomeriggio]
Toletta Paola Zoffoli [mattino], Alberto Toso Fei [pomeriggio]
Ulisse & Co Alberto Fiorin [mattino], Elisabetta Tiveron [pomeriggio]
Wellington BooKs Robin Saikia [mattino], Carla Toffolo [pomeriggio]

Cartoline Persiane#8

parigi

Caro Rhédi,

l’ultima volta che ti ho scritto ero a Palermo, adesso mi trovo a Parigi. Devi sapere che per molto tempo in passato queste due città si sono contese il ruolo di centro culturale europeo (sono stati degli intellettuali siciliani a dirmelo). Bene, non so a che punto del confronto siano arrivati, ma ti dico subito che Palermo per me vince e convince, molto più che l’altra. Insomma, credo davvero che Parigi sia la classica mosca scambiata per elefante. C’è tutt’intorno un’aria di provincia irrimediabile, hanno voglia di alzare torri e fondare musei pieni di refurtiva. Ti faccio qualche esempio.

In tutti i caffé c’è qualche giovane scapigliato che scrive guardandosi intorno come se vedesse le idee che volano. Resiste insomma questa visione dell’arte ingenua, loro direbbero naïve, che fa un po’ ridere, come se tutti i ventenni in disordine dovessero diventare un novello Rimbaud. Ce n’è già stato uno, può bastare, direi! I giovani siciliani sono molto più concreti, anche perché il primo che viene beccato in quegli atteggiamenti assorti e trasognati viene prontamente deriso e strattonato, come dev’essere.

Un altro esempio di immaturità collettiva: non riescono ad accettare il loro clima. Appena c’è un lembo tenue di sole li trovi tutti sdraiati sugli argini del fiume, tremando per il freddo. Sono ridicoli, no? A Palermo, quando fa caldo fuori stagione, e capita spesso, mica si mettono il cappotto per protesta!

Altra cosa: il cibo. Mangiano di continuo formaggio. Fanno tanto gli evoluti, e poi hanno una dieta da pastori! La toilette è invece una specie di celletta o cabina stretta, dove si mortifica il corpo quasi vergognandosene. Il bagno di clausura è una prova evidente del cattolicesimo trionfante, molto più che Notre-Dame. Ma poi, a proposito di toilette, parliamoci chiaro: sono sporchini. Davanti al bancone dei bar ti scricchiolano le scarpe sopra briciole e gusci, negli ascensori si trattiene il fiato, dentro i tunnel della metro ci pisciano. Tu sai meglio di me che la sporcizia del corpo rimanda sempre a una sporcizia dell’anima: infatti i camerieri sono sgarbati.

Qui è pieno di immigrati siciliani diventati artisti, che cantano la nostalgia della terra d’origine. Questa è la prova che al sud si vive meglio, mica si diventa nostalgici per capriccio o convenzione! Cantare in francese, però, mi sembra solo un inasprimento della pena. Tra l’altro, nel cimitero di Père-Lachaise per quarant’anni è stato sepolto il compositore catanese Vincenzo Bellini, poi riportato in patria. Ma ti rendi conto? Non gli bastano le opere d’arte, questi provano a fregarsi pure i cadaveri! E ti ho spiegato nella cartolina precedente quanto laggiù siano attaccati alle loro salme.

Infine, ed è l’aspetto più sorprendente, a Parigi capita spesso di vedere maschi che si baciano fra loro, e nessuno che protesti o almeno si scandalizzi platealmente. Il percorso verso la normalità sembra ancora molto lungo. In Sicilia l’uomo è uomo, poche storie.

Ps.: Mi è capitato tra le mani uno strano libro intitolato Lettres persanes. Racconta di due persiani in viaggio per l’Europa, e uno di loro scrive di continuo al suo serraglio, per controllare le numerose mogli. Che cretinata, questa del serraglio. Già è difficile con una per volta.
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@Andrea Accardi