Giorno: 21 settembre 2013

Anna Toscano my camera journal 21

2013-09-17-22-56-26

E poi le persone. Le persone che mi hanno sempre sorriso e cercato di comprendere anche se infilavo perline storpie nella mia collanina in portoghese. Le persone che ho scavalcato lungo la strada ogni giorno, non riuscendo a trattenermi dal guardare i loro volti giovanissimi e sereni che sbucavano da coperte o sacchi. Le persone che mi hanno accolto nella mia ricerca e collaborato con me e lavorato insieme. Le persone a cui voglio bene da anni e che finalmente ho potuto riabbracciare e conoscere il loro nuovo mondo. I nuovi amici che sfornano la pasta, ti lasciano stropicciare il loro cane e ti spiegano le teorie del sette, e si ride quanto si ride. E le loro mamme con le torte del sabato pomeriggio. E le ragazze che capisci subito essere come te quando te eri come loro, e buona vita in questo nuovo paese ragazza mia. E gli accenti e le vocali nasali e verbi ausiliari allo Starbucks, tra articoli di giornale e poesie. E bassi che ridono aprendo botole di incubi bambini e tenori cantano di mille vite eterne. E tua sorella che cresce il suo gatto come fosse un pitbull e lo allena, e non osi dirle che è davvero un gatto. E l’immagine di lui che se ne è andato, ultimo pezzetto di me bambina, e che porterò sempre con me. E gli amici dall’Italia e da ovunque che messaggiano e scrivono e chiamano per un po’ di vicinanza. E poi tu mi vieni a prendere e, finalmente, mi riaccompagni a casa. Grazie.

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Testo e foto di Anna Toscano

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Grazie a Anna Toscano per averci incuriositi, divertiti e commossi per tutta l’estate. (la redazione)

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Leggi i my camera journal 20 19 e 18

Ventuno settembre

(Bunker della Seconda Guerra Mondiale, 1942)

(Bunker della Seconda Guerra Mondiale, 1942)

 

Ventuno settembre

Fosse sempre domenica mattina
per scambiarci un segno nella fretta
e ricordare col sorriso di un bambino
che il corpo di Cristo è altra cosa.

Fosse sempre luglio per lasciare la città
e tornare alle origini oppure agosto
per stare fermi a guardare una stella
e un desiderio passare.

Fosse sempre il tempo che non è
quello delle bandiere appese sui balconi
come a un filo di speranza, in Italia
come in Siria, anche quando fuori piove

Fosse stato tutto questo, oggi sarei
andato al mare, avrei preso una birra
e sarei rimasto steso al sole, senza chiedermi
perché di pace si scrive solamente e non si vive.

2013 © Marco Annicchiarico, inedito