Giorno: 4 settembre 2013

in-side stories #12 – Questa storia dei pesci

parigi 2012 - gm

(a Angela, mia sorella)

In-side stories #12 – Questa storia dei pesci

«Posso sedermi qui?»
«Siediti.»
«Che birra stai bevendo?»
«Artigianale, è la prima volta che la bevo. Il barman mi ha detto che la fanno a quindici chilometri da qui, tizi che lui conosce. Non è niente male, bella corposa.»
«La prendo anch’io. »
«Fai bene.»
«Sei di qua?»
«Lo sono da sempre, da prima di mettere fuori la testa in questo dannato mondo. Tu, invece, da dove arrivi?»
«Dalla pianura padana, una zona dell’Italia del nord.»
«Deve essere bella l’Italia, io non mi sono mai mosso da qui.»
«L’Italia certe volte è bella, sì. Che lavoro fai?»
«Ho un banco al mercato del pesce, era di mio padre. Morto lui, l’ho preso io. Fine della storia.»
«Un classico.»
«Classico? Più che altro una sfiga del cazzo. Tu che lavoro fai?»
«Io faccio il mago. Ho un paio di spettacoli a Dublino e nell’attesa sto girando il paese.»
«Il mago, che razza di mestiere sarebbe?»
«Un mestiere come un altro. L’ho ereditato anch’io. Mio padre era un mago, morto lui…»
«Ah ah ah, le storie sono tutte uguali. E ti piace fare il mago?»
«Qualche volta mi piace sì, mi piace quando a fine serata passa qualcuno a ringraziare o un bambino mi sorride. E a te piace? Il banco del pesce e tutto il resto, voglio dire?»
«Quasi mai. Eppure i pesci mi sono sempre piaciuti, da piccolo mio nonno mi ha insegnato a pescare. Ero diventato bravo. Ne pescavo un bel po’, mio nonno conosceva i posti giusti, ma poi li ributtavo tutti in acqua. Non mi piaceva che morissero. Pescare era un gioco, finito il gioco ognuno doveva tornare a casa propria. »
«Conosco una storia sui pesci ributtati in acqua.»
«Ah sì? Muoio dalla voglia di sentirla.»
«Più che una storia è una magia.»
«Dio mio, devi essere proprio fissato tu, avanti, ti ascolto.»
«C’è un fiume molto grande che attraversa molte regioni dell’Italia del  nord, il Po. Si dice che molti anni fa due tizi che stavano pescando sul fiume, due che potevano essere proprio come te e tuo nonno, e che proprio come voi due ributtavano i pesci in acqua, a un certo punto videro qualcosa che non gli era mai capitata di vedere. Mi stai seguendo?»
«Sì, ti ascolto, cosa videro?»
«I pesci ributtati nel fiume non nuotavano, si allineavano a pelo d’acqua e aspettavano.»
«Cosa aspettavano?»
«Aspettavano che tutti gli altri pesci pescati venissero ributtati in acqua, che tutti tornassero a casa. Una volta che tutti quanti furono di nuovo al centro del fiume, cominciarono a muoversi in cerchio, prima lentamente poi un po’ più velocemente. Il cerchio si muoveva verso la riva, poi indietreggiava. Una, due, dieci, cento volte, come se assecondasse una musica. I pescatori rimasero a guardare a bocca aperta. Non sapevano cosa dire o fare. I pesci stavano ballando.»
«Andiamo, addirittura ballando?»
«Proprio così amico, facevano una roba di tale precisione che nemmeno il nuoto sincronizzato. Andarono avanti per un pezzo, poi a un certo punto il cerchio si aprì come un ventaglio e i pesci ritornarono a fare il loro mestiere. I pescatori tornarono a casa sbalorditi, lo raccontarono, quasi nessuno credette loro. Portarono degli amici sul posto, ripeterono la scena ma i pesci non ballarono più.»
«Sai che penso? Che se questa storia fosse vera quei pesci lì stavano facendo un ballo di ringraziamento, se non fosse vera sarebbe comunque una bella storia. Sai raccontarle bene, sicuro di essere un mago e non una specie di scrittore?»
«Tranquillo, sono proprio un mago, del resto anch’io per mestiere invento. I trucchi sono la parte meno importante del lavoro. Meno trucchi si usano e meglio riesce lo spettacolo.»
«Sarà, te la fai un’altra birra?»
«Perché no.»
«Se avessi visto i pesci danzare non avrei mai fatto il mestiere che faccio.»
«Nemmeno io.»

***
© Gianni Montieri

***

Ligabue – Walter il mago (Album Sopravvissuti e sopravviventi, 1993)

Con una giacca sbagliata
Walter il mago si presenterà di nuovo qua
Con un cilindro truccato
ed un coniglio vecchio quasi come il trucco che fa
Ed il suo abra cadabra-cadabra abra
si fa chiamare zingaro
ma è uno zingaro di lusso e lo sa. Lo sa
Seconda attrazione del circo
Walter il mago tornava da Mario come una star
le mani molto più ferme e storie di donne che
lo aspettavano in ogni città
per un suo abra cadabra-cadabra abra
e la magia più grossa giura
che gli è successa in casa sua
con il suo cane per pubblico,
*per una magia così* dice *val la pena vivere*
Fai comparire una donna
fai apparire una donna
faremo apparire una birra noi, se vuoi
Fai comparire una donna
fai apparire una donna
che questa notte farà meno freddo, vedrai
Con i suoi scarsi segreti
Walter il mago si presenterà di nuovo qua
ci fingeremo stupiti
che non ci costa niente farlo sentire una star
con i suoi abra cadabra-cadabra abra
quanti bambini ha stupito
e ora i bambini sono più vecchi di lui
nemmeno un trucco è cambiato che
che se il mondo cambia
qualche mondo non cambia mai
Fai comparire una donna
fai apparire una donna
faremo apparire una birra noi, se vuoi
fai comparire una donna
fai apparire una donna
che questa notte farà meno freddo, vedrai

***

ASCOLTA IL BRANO