La Domenica (certi confini, certe vite) e Richard Ford

parigi 2012 - foto gm

 

Prima di tutto parlerò della rapina commessa dai nostri genitori. Poi degli omicidi, che avvennero più tardi. La rapina è la parte più importante, perché fece prendere alla mia vita e a quella di mia sorella le strade che da ultimo avrebbero seguito. Non si capirebbe nulla della storia se prima non si parlasse di questo.

Oltre la porta metallica il pavimento era verniciato di giallino e sembrava, attraverso le scarpe, molto più duro e freddo del pavimento di casa nostra. Mi dava l’impressione che le suole gli si appiccicassero. Così doveva sentirsi chiunque vi fosse chiuso dentro: che il carcere esisteva per la ragione opposta a quella per cui esisteva la tua casa.

La maggior parte delle cose non rimangono molto a lungo come sono. Saperlo, però, non mi ha reso cinico. Cinico significa credere che il bene non è possibile; e io so con certezza che il bene è possibile. Semplicemente, non do nulla per scontato e cerco di essere pronto per i cambiamenti che presto verranno.

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Richard Ford – Canada – Feltrinelli – traduzione di Vincenzo Mantovani