Anna Toscano – my camera journal 15

2013-08-27-20-13-38

Sono qui a venti metri da terra, vi guardo da qui. Sono una Marianna francese creata da uno scultore genovese per una piazza brasiliana. Non mi ha mai pesato impugnare una spada nella mano destra anziché un ramo di olivo, perché con la sinistra bilancio col vezzo di tenere la mia ampia gonna. La mia posa bellicosa, il mio guardare innanzi verso il fiume con postura diritta e pronta all’attacco, la mia fronte fiera e il cipiglio attento non sono d’altri tempi. Da centosedici anni sono pronta per difendere Belém, la mia città. Scendo di rado da qui, dalla mia postazione. Lo facevo un tempo per andare alla gelateria che c’era tra avenida Presidente Vargas e avenida da Paz. Ma è stata abbattuta. Scendo la domenica sera per un tacacà in avenida Nazaré, come ultima avventrice a ripulir le pentole. Scappo per andare a infilarmi nel teatro da Paz, qui dietro, lui è qui da più tempo di me e le sue seggiole in platea con la seduta di paglia e le opere che vi cantano sanno ancora farmi sognare. Perché non sogno più. Non sogno più da quando nel mio orizzonte visivo non c’è più il fiume, da quando lo posso solo scorgere tra un palazzone e l’altro. Cerco di vivere dei sogni che avevo un tempo. Il futuro che ci aspetta a volte è crudele.

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Testo e foto di Anna Toscano

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4 commenti su “Anna Toscano – my camera journal 15

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