Giorno: 17 agosto 2013

Ferragosto

E lei sta per partire. Non prima di avere preso la dose unica raccomandata dall’omeopata, quella preparata dal suo farmacista di fiducia, che degli altri è meglio non fidarsi. Così ieri ha rinfacciato la madre al papà, che già l’aveva prenotata dal ferragostofarmacista sotto casa. Lei sta per partire, sale in macchina, attende e osserva in silenzio la confusione degli ultimi preparativi; gli occhi ancora ai sogni, alla cena con il padre e poi fuori a giocare con gli amici. Lei sta per partire, controlla che ci sia tutto nella sua borsa: un libro, il cellulare, il lettore mp3 e il portafoglio. Lei è pronta per partire e intanto non dice una parola per contenere sotto la lingua lo spessore granuloso di quelle palline che dovrebbero dissolvere in bocca e poi nel corpo il rimedio per risolvere i conflitti con la madre, che nel frattempo, dopo essersi assicurata che non le mastichi o le ingoi ma le lasci sciogliersi per bene, già urla al cellulare con il padre per un paio di ciabatte da spiaggia che non trova, ma che in realtà sono nel sacchetto di fianco alla valigia, in una delle cui tasche stanno i costumi per i quali gridava ancora ieri. E lei sta per partire, non prima che la madre, approfittando di una sua distrazione, abbia sbirciato nella sua borsa il cellulare e il portafoglio e abbia risposto con un cenno di giustificazione al suo stupito disagio per rinfacciarle poi qualche silenzio di troppo. E lei è partita adesso, le parole sciolte infine oltre il finestrino; gli occhi come i pensieri, un po’ ovunque, in attesa del mare.

 

© Jacopo Ninni

Fabio Michieli: “Genesi” (inedito), con traduzione in tedesco dei frammenti II e V di Anna Maria Curci

Genesi

 

I

ritrovo il tempo tra la cenere
se si consuma il fuoco –

costringe a camminare su roventi
in equilibrio lamine –

la luna non vedo alta se le nuvole
me ne celano il corpo –
ma l’argento si spande
a chiarire il pensiero
mentre il volto s’accende
d’ardente rossa fiamma –

(ritrovo il tempo andato tra la cenere
se mi consuma il fuoco…)

.

II

seppi volare un giorno questo cielo:

distesi le ali in sogno –

(d’altri cieli volevo
                                   percorrere l’azzurro)

.

III

ab origine mundi
fui tratto anch’io dal nulla –

d’appartenervi era quanto sentivo:
se m’intridevo del vostro respiro:
se mi stingevo nel vostro colore

(se mi estinguevo nel vostro dolore)

.

IV

io so il tempo che ho speso per scovarmi –

e non so quante altre scoperte furono
quelle che mi passarono col ferro
il fianco che a fiotti sputava sangue:

fu quando svelsi al ramo una sua rosa:
mi punsi e tinsi del mio stesso sangue
la mia mano: tinsi nuovo anche il volto –

fu quando persi la rosa di mano:
un colpo sparpagliò la sua corona –

al suolo avidi i petali raccolsero
nel mio sangue l’orgoglio violato

.

V

che mi devi ora in premio?
.                                                    il segno chiaro
che brutalmente forzi quest’inerzia
di sentimenti e modi, di pentimenti e…

tutto
il non detto ascoltato e rivissuto
negli abiti già smessi, e sempre nuovi,
che furono di quanti allora mi parlavano
senza che comprendessi un solo suono,
ma solo ritentando un furto antico

.

VI

svelami ora il mistero
di questi suoni, di queste parole
– “je dirai quelque jour vos naissances latentes…”
la magia d’una musicalità
che fu mai mia se non in neri abbagli

(eppure vorrei che il sole sciogliesse
in un sorriso un risveglio già tardo)

nella luce –
tra le mani –
un volto che il fragile addio spegne

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aus: Genesis

II

diesen Himmel konnte ich einmal fliegend zurücklegen:

im Traum spannte ich weit die Flügel aus –

(von anderen Himmeln wollte ich
                                                        das Blaue durchfliegen)

[…]

.

V

was schuldest du mir nun als Preis?
.                                                                     das klare Zeichen,
das schonungslos die Trägheit aus Gefühlen
und Handlungsweisen, aus Reue aufbricht und…

all
das Nicht-Gesagte, Erhörte und Wieder-Erlebte
in den schon abgelegten und immer neuen Kleidern,
welche denen gehörten, die damals zu mir sprachen,
ohne dass ich einen einzigen Ton verstünde,
dabei versuchte ich aber nur einen antiken Diebstahl wieder

(traduzione in tedesco di Anna Maria Curci)