Poesie di Stefania Crozzoletti da “poco prima della guerra” (Kolibris, 2013)

come scalci ancora
forte, mia vita.

Fernanda Romagnoli

non farmi a pezzi, parola
cadi lieve sul fondo
disperdi i frastuoni
“silenzio, la bambina dorme!”

allontana i mostri legnosi, tignosi
sii docile, fatti lavorare
non approfittare del sonno
per beffarmi e pugnalare

ti dissi “ricostruisco la casa
se mi porti i mattoni”
invece è partita feroce
la lapidazione

giurasti di essere
la seconda possibilità
miele che guarisce
invece sei tossica
medicina sbagliata

non demolirmi, parola
ridiventa gentile
benedici i balbettii
cancella i peccati

e bussa prima di entrare

**

sirene

non segue il richiamo, il coltello gentile che tenta l’affondo
allontana i colpi, scansa il ragno paziente

d’ora in avanti non parlerà di pelle
nemmeno sotto tortura

sorride dell’infruttuosa pesca in alto mare
sulla riva raccoglie pesci storditi da ventiquattromila baci
e vecchie sirene con la coda in fiamme

non scriverà di umori
nemmeno con una pistola puntata alla tempia

le parole che arrivano di corsa hanno il fiato corto

**

al cambio di voce

quel suo respirare appresso era
acqua benedetta per i semi d’ali
conficcati nella schiena

la vergine senza colpe sorrideva
nutrendosi di fiori – sudando rugiada

trasfigurava – al cambio di voce: scompariva

le statue intorno guardavano oltre il muro:
forse sta sorgendo il sole…

finché dall’abbraccio della mente nacque
– con la prima luce – una candida pace:
limpide lacrime di sonno

fuori il mondo gelava –
si fermava: a sette gradi sotto zero

**

a voce bassa diremo un giorno
della sabbia alzata dai venti
mentre a riva provavamo a toccarci

ci ha bruciato gli occhi, non ci siamo trovati

ora, vedi, la quiete è arrivata
con i silenzi della sera
le note uscite dalla finestra sono nostre

ed è un peccato non saperle ascoltare

annusiamo l’aria tiepida
sguardi su occhi, corpi lontani

pare sia tardi – stella – per goderci il clima

ci depositeremo in fondo
con il nostro sonno pesante
come bambini troppo stanchi
(qui riposano gli occhi
che hanno spogliato il re)

_____________________________________________

crozzolettiStefania Crozzoletti
poco prima della guerra
prefazione di Alessandra Pigliaru
Kolibris edizioni, 2013

8 comments

  1. Non ha il fiato corto e canta, la poesia di Stefania Crozzoletti, lungo il tragitto di parola spezzata e capace di spezzare e demolire così come di allontanare “mostri legnosi e tignosi”; lo sguardo dritto muove gli occhi stanchi “che hanno spogliato il re”. Sommessa, mai dimessa, sceglie il futuro e il plurale, oltre l’attraversamento che non nega né tace: “diremo”.

    "Mi piace"

  2. sto leggendo il libro di Stefania in questi giorni, trovo che abbia raggiunto una grande maturità di scrittura, senza rinunciare alla freschezza dell’invenzione. Si legge e si torna a rileggere volentieri.

    "Mi piace"

  3. Mi dedicherò a questo libro molto presto, perché l’ho visto crescere negli ultimi due anni e mi ha fatto molta compagnia. grande Stefania, per me la voce contemporanea che meglio segue e congiunge l’eredità della Romagnoli e della Pozzi.
    nc

    "Mi piace"

  4. Un libro che sto leggendo e rileggendo in questi giorni. Trovo che la poesia di Stefania, che già apprezzavo molto prima, abbia fatto un salto in avanti, rinunciando ad alcune delle “difese inconsapevoli” che portava in sé per farsi più piena ed essenziale.

    Francesco t.

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.