Giorno: 17 aprile 2013

Solo 1500 n. 93: Il divorzio e la statica

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Solo 1500 n. 93: Il divorzio e la statica

L’appuntamento è per le undici e mezza, ingresso laterale del Tribunale. Saluti a quella che tra pochi minuti sarà la mia ex-moglie, saluti alla nostra amica avvocato, che ci dice subito dei sei piani da fare a piedi. Penso: «E meno male che è un consensuale, se non lo fosse toccava arrampicarci come in montagna». Arriviamo al piano, tutti con un discreto ma rispettabile fiatone. Il corridoio dove ci sono le stanze dei giudici è super affollato, fa caldissimo. Per fortuna il nostro giudice ci riceve in orario. La burocrazia ha questa capacità di dilatare nel tempo cose già finite da un pezzo ma vabbè. Per fortuna io e la mia ex-moglie ci stiamo simpatici e possiamo poi berci un caffè serenamente. Il giudice è un umorista e ci dice che tutta la gente sul corridoio è calcolata al limite della capienza, ce ne fossero di più  il piano crollerebbe. Scopriamo che il Tribunale di Milano non è esattamente a posto con la Norma, né con la Statica. Il giudice dice che del resto «stanno divorziando mezza Milano» e devono avere tempi più rapidi. Io non posso fare a meno di aggiungere che vorremmo divorziare solo tra di noi e non dalla vita. Il giudice mi guarda contrariato, qui le battute le fa lui. Taccio, firmiamo (sono assolutamente incapace ad apporre firma leggibile ma ce la faccio), guardo la mia ex-moglie come per dire: «Tranquilla, non è oggi che si precipita». Sette minuti ed è tutto finito. Facciamo le scale a tutta velocità, il sollievo di un caffè. Sorrisi, liberi (e vivi) tutti.

(c) Gianni Montieri

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