Giorno: 11 aprile 2013

“Conservazione della Specie”. Poesie di Baldo Meo

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A SALVEZZA DI MENTI INFELICI

Contempliamo fiori
per salvarci dall’inferno.

Coltiviamo piante
come argine a una cupa follia.

Mentre puliamo le mani dalla terra
sentiamo che al sole
ogni cosa è buona.

*

Per lunghi anni ho guardato

Per lunghi anni ho guardato
fuori della finestra
appena sveglio la mattina –
più per abitudine,
per una forma di saluto,
per prepararmi al clima.
Ancora oggi alzo le persiane
prima di ogni cosa –
guardo in strada, guardo in cielo
e non mi aspetto nulla.

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LA CIOTOLA

Piena d’acqua o piena d’aria
non sono mai vuota,
ma resto in attesa
di completare una sfera.

*

IL RAMO

Nell’ incompiutezza la mia forza,
nella forza la mia precarietà,
nella precarietà il mio destino,
nel destino la mia pazienza,
nella pazienza la mia bellezza.

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Preferisci ciò che è minuto

Preferisci ciò che è minuto-
la donna, il fiore, la casa.

Sul guanciale dove riposi –
la bellezza dell’insetto.

*

L’ARCHITETTO

Il nostro pensiero è sempre più torbido, confuso, inadatto.
Per questo abbiamo bisogno – è lo scopo dei nostri giorni –
di pareti pulite, pochi oggetti, accordi essenziali.

*

IL COMPITO

La vita ci chiede anche questo –
comporre armonie per rassicurarci,
inserire le nostre voci
in un ordine benigno.

Col tempo ho imparato ad accettare
la moltitudine che si affolla dentro di noi –
ad aver pazienza, ad essere cortese
con una mente frantumata.

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baldo meoNOTA BIO BIBLIOGRAFICA

Baldo Meo è nato a Roma nel 1957. Ha pubblicato le sue prime poesie su “Alfabeta”e “Paragone”. Per diversi anni ha collaborato a riviste e quotidiani, occupandosi di letteratura angloamericana e di poesia italiana. Nel 1993 è uscito il suo primo libro, Porte e finestre (Campanotto). Del 2003 è invece Parole su scale (Mobydick), finalista alla XVII edizione del Premio “Lorenzo Montano”. Alcune sue poesie sono apparse nel 2006 nell’“Almanacco dello specchio”, Mondadori. Nel 2010 esce Epifanio e altre meditazioni (LietoColle), con il quale l’anno successivo vince il premio “Luciana Notari”. Il libro è anche finalista al premio Mauro Maconi, sempre nel 2011.

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