Giorno: 27 marzo 2013

solo 1500 n. 90: Roth

foto dal sito di The Guardian

SOLO 1500 N. 90: Roth

Quando lessi Pastorale americana, molti anni fa, dovettero passare diversi giorni dalla fine della lettura, prima che riuscissi a capire se il romanzo mi fosse piaciuto o meno. Mi piacque e molto. Fu il mio primo contatto con Philip Roth e da allora l’ho sempre letto. Prima andando a ritroso nella sua vastissima produzione, poi seguendolo nelle pubblicazioni più recenti. Conto diversi capolavori e molti libri sopra la media cui qualsiasi narratore possa ambire. Parliamoci chiaro: quelli che sostengono che Roth sia sopravvalutato non sanno bene di cosa stiano parlando. Sarei d’accordo con loro se dicessero che ci sono altri scrittori di alto livello, meno considerati. E ce ne sono. Ma Roth è Roth. Di lui ho amato, in particolare, la maniera scientifica con cui fa a pezzi il sogno americano. L’ironia tagliente che non fa sconti a nessuno. In un’intervista pubblicata il diciassette marzo su La Lettura, tra le altre cose, lo scrittore dice che chi cerca la felicità in narrativa, deve andare a cercarla altrove. La scorsa settimana Roth ha compiuto ottant’anni, come sappiamo ha smesso di scrivere. O meglio, si è liberato dagli obblighi della scrittura. Immagino che scriva ancora, poi c’è la collaborazione con il suo biografo ufficiale. Da lettore gli invio qualche Grazie, perché leggere la sua letteratura è stato un privilegio. In Everyman, Roth dice di aver scelto una donna e di avere riversato su di lei il dolore che provava in quel periodo. A saperlo fare, Philip, a saperlo fare.

(c) Gianni Montieri

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