Giorno: 27 febbraio 2013

Solo 1500 n. 86 – Nel segreto della cabina elettorale

berlino 2011 - foto gm

Solo 1500 n. 86 – Nel segreto della cabina elettorale

Lunedì 25 febbraio, a Milano, un uomo di 41 anni entra in un seggio elettorale alle ore 7,15 in punto. Saluta le scrutatrici, porge tessera elettorale e documento. Dietro richiesta consegna il suo cellulare. Gli danno tre schede e una matita. Gli sono sempre piaciuti i colori delle schede. Entra nella cabina numero quattro. Per prima cosa, non saprebbe spiegare il perché, pensa al cane. Sorride, ai bracchi tutto questo non riguarda. Guarda le schede, le guarda a lungo, nonostante abbia a lungo riflettuto. Vota prima per le regionali. Ambrosoli, senza convinzione ma senza dubbi. Prende la scheda della Camera dei deputati, conosce le liste, conosce i nomi. È di sinistra da sempre, lo è sul serio, conosce la Legge elettorale, teme che al Senato non si ottenga una maggioranza. Col pensiero va a tanti dei suoi amici, ad alcuni familiari, che voteranno il Movimento 5 stelle, li capisce sotto l’aspetto passionale ma non sotto quello della ragione. Capisce chi non voterà PD, capisce i “Ma come si fa?” Pensa che prenderebbe a schiaffi Vendola e Bersani, poi li vota. Lo ritiene giusto. Pensa che un voto diverso non porterebbe a nulla. Piega le schede, le consegna, ritira tutto, saluta e se ne va. Il cuore gli suggerisce da anni di non andare più a votare eppure ogni volta ci va. Nel tardo pomeriggio si accorge che al Senato succede quello che più temeva, comprende il trionfo, inutile, dei  5 stelle, soffre ma non si stupisce più di tanto per la rimonta del centrodestra. Diventa triste e lo sarà per giorni. Poi telefona alla sua compagna e dice: “Sono contento di aver votato.” A quel punto sorride, senza motivo, solo per un attimo.