Giorno: 13 febbraio 2013

Guido Caserza – Primo romanzo morto

caserza

L’ispettore Polibio indaga su un caso enigmatico. Il cadavere di un eminente uomo politico è scomparso. La sua indagine lo porta a scoprire complotti massonici e segreti di Stato. Fra apparizioni fantasmatiche e ricordi di vita coniugale, l’inchiesta si trasforma in una delirante anamnesi famigliare: un nesso oscuro collega i delitti di una famiglia a quelli della nostra storia repubblicana. Dal passato riemergono la Gladio, le stragi di Stato, la P2 e il complotto di Licio Gelli. Ma, nel 2012, tutto è destinato a sparire per sempre.

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Guido Caserza – Primo romanzo morto

Solo 1500 n. 84 – Da una biblioteca

Ca' Bembo - foto gm

Solo 1500 n. 84 – Da una biblioteca

Ti siedi in biblioteca a Venezia, non in una qualsiasi, ti siedi a Ca’ Bembo, ad esempio. Se scegli un tavolo di fronte alle finestre capisci molte cose. Comprendi intanto, se sei fortunato, il cielo azzurro, comprendi come quel colore si appoggi e, quasi, rimbalzi sui tetti. Per guadagnare spigoli e luce. Comignoli spenti. Scopri perché questa città è diversa comunque, anche se da dove stai seduto non vedi l’acqua e non scorgi alcun riflesso. Hai davanti tre finestre dalle quali vedi tegole, antenne, e un campanile. Potresti dire Bologna. Immaginando un quartiere dire Torino, Milano. Invece è Venezia, non c’è alcun dubbio. Lo è perché è Carnevale ma è comunque silenzio. Lo è perché qui il tempo ha ritmo diverso. I veneziani camminano tutti a passo spedito e tu, invece, rallenti. Unplugged. Pare che qui la terra giri più lentamente, di avere più ore. Il fastidio della tizia che tasteggia al computer, alle tue spalle, diventa perdonabile se sei qui.  Se poi tra una recensione e l’altra ti capita di leggere alcuni passaggi geniali da “Storia ragionata delle lenti a contatto” di Stefano Domenichini, sorridi in quella maniera soddisfatta e veneziana tipica delle biblioteche veneziane, che ti fa sentire un po’ Sordi quando nei panni del Marchese del Grillo se ne usciva con : «Io so’ io e voi nun siete un cazzo». Ma vi dicevo del cielo azzurro e dei rimbalzi. A questo punto, se le poesie avessero qualcosa di scientifico ne scriverei una, per sancire questo ovvio e splendido ragionamento. Ma le poesie anche a Venezia non vengono a tempo, non assecondano mai.

(c) Gianni Montieri