Giorno: 10 febbraio 2013

tre inediti

alba a Papanice

Appunti di moleskine



La moleskine e le poesie di Walcott in cucina:
oggi leggo e scrivo qui, con l’affacciata ad est,
e mi abbandono un po’, dimenticandomi –
fuori il feroce Minosse si è calmato, la pietà del clima ironizza
una frescura fuori stagione;
ritorno alle mie pagine, cerco un finale per un articolo,
la fuga della penna testimonia un silenzio che non so dire;
mi restituisce questa prosa una quotidianità già conosciuta,
ha sapore di terra e di carta questa lotta –
puntualmente persa – della parola che non tiene.




Inatteso



L’aria frizzante è un invito; abbraccio l’iperborea luce
nell’aurora, mentre sento da un balcone più in là un inatteso
Bach (suite numero 1) eseguito da Feeley – il momento sembra rilasciare
sentori che arrotondano le spine dei giorni.
Cambio mente ad ogni passaggio di ora, restando uguale.
Chiuso nel tempo della parola, per ora non so desiderare
altro che fondere il pensiero
con le note di questa suite che albeggia di là
due vicoli, più oltre.




Faccio in modo che rimanga qualcosa nel fondo



Faccio in modo che rimanga qualcosa nel fondo
del mio occhio, che la retina possa catturare situazioni, colori
ambienti e stati d’animo
perché qualcosa rimanga – residuo, voce, ossidazione del tempo –
da disseppellire dal fondo del mio ippocampo.
Guardo mia moglie dormire, e la sua figura attuale
fa rimbalzare nella mente sorrisi da bar,
noi all’epoca già vecchi fidanzati di gioventù.
La voce del tempo diventa allora un sapore di vento
che percorre immagini sovrapposte come abbagli,
epifanie, le uniche vere pupille
quando la verità recupera il suo silenzio.


© Davide Zizza