Giorno: 21 gennaio 2013

Mary Barbara Tolusso – Il freddo e il crudele

il freddo e il crudele cover

Mary Barbara Tolusso – il freddo e il crudele – Ed. Stampa 2012

Il freddo e il crudele sono, con ogni probabilità, due modi di rapportarsi alle cose. Dove freddo è lo sguardo, crudele sarà l’analisi. Due accezioni nel caso di Mary Barbara Tolusso, totalmente positive. Guardare alle cose dalla giusta distanza, regolamentarne il distacco attraverso un rigore intellettuale assai poco comune, permette alla poetessa di metterle in versi per quello che sono. Cose che vengono, ci attraversano, contaminano  e poi se ne vanno. A volte penso che l’amore assomiglia a quelle cose / che deve assomigliare a qualcosa che muore. La crudeltà è lucidità (spesso ironica) messa in versi. Lucidità che sa usare il corpo (come nota M. Cucchi in prefazione) in maniera totale, quasi ossessiva, per arrivare a disfarsene. Si ha una piacevole sensazione di “impersonalità” dell’autrice, solo empatica però. Perché per restituire impersonalità, bisogna essere bravissimi e molto ispirati. Bisogna aver “visto” la vita e averla vissuta. Il freddo e il crudele è uno splendido percorso in versi, a più trame. Un libro sicuramente di questo tempo senza l’ossessione di doverne narrare i mali. Una perfetta miscela tra citazioni colte (Proust, Raboni) e linguaggio quotidiano. Da leggere.

Gianni Montieri

****

Di nulla possiamo lamentarci.
Ci siamo fatti largo nell’angusto
passaggio verso la feritoia
per decidere, infine, un attivo
controllo della respirazione.
È una quiete distesa dove
ognuno conduce, senza volerlo,
questo leggero movimento del corpo
con silenziosa, commossa
partecipazione dal terzo pianeta del sole.

****

Del resto, e per una quantità di ragioni
nessun periodo del passato ci è tanto
ignoto quanto i due o tre decenni
che dividono i nostri vent’anni
da quelli di nostro padre. Perciò
può essere utile ricordare che nei tempi
cattivi si fanno orribili abiti e pessime
poesie seguendo gli stessi principi
dei tempi buoni; e che ogni giovane
uomo si impegna a distruggere i buoni
risultati di un’epoca nella convinzione
di migliorarli. Sempre, invece, hanno
adorato il sole, la salute e il culto
degli eroi non è mai stato chiamato
«sottouomo». Ma stavolta, diciamolo,
le cose si mettono al meglio,
c’è uno spirito di riforma e di felice
coscienza. I tempi non sono più
quelli del babbo, uno sboccio,
un’aurora, una piccola resurrezione.
Non si sentono cani ululare, né si vedono
palizzate sulle strade. Oltre la siepe
un’orma stanca risale, brilla sola.

****

Esame di coscienza

Molte cose sono davvero stupide.
Per esempio quando ti incontro per caso
sentire le palpitazioni come fosse la prima
volta e anche baciare i tuoi pullover, dopo
tutti questi anni, non è una cosa proprio
seria. Sarebbe molto più semplice
non averti mai incontrato, quindi cambio
prospettiva e ti osservo dal bordo
del desiderio e dal bavero del disappunto,
ma la situazione non cambia.
C’è da chiedersi, in una situazione come
questa, che senso abbia scrivere poesie.

****

Case a ringhiera

Penso alla semplicità dei giorni
al sorriso degli architetti

I

Ora le comprano gli ingegneri le botteghe
umide di una febbre da piccioni. Pareti
che di notte ti portano da uno che preme
un interruttore, dall’altro che fa cadere
una chiave. Ma puoi vedere le rovine
del mercato, di notte, riscattarti dal sonno,
spiare quello con la scopa in mano, che guarda
a terra, per cancellare i rifiuti.

II

Sono indebitata fino al collo. Sì, succede
spesso. Sì, è sempre stato così. Sogno
con fatica di morire, ma questa
morte qui, con i corpi protesi e scomodi
e l’agente immobiliare, è una versione
migliore, una fine che gode
di naturali precedenze. L’altra
non s’intende di scherzi. Non manca
di guastarci o far cadere un moscerino
in volo. La cosa più astuta, si capisce,
è valutare un prestito come fosse una cosa
seria e la scritta «Vendesi bilocale»
un’epigrafe pazza, adeguata.

*****************************************
Nota: questa breve recensione è già stata pubblicata sulla rivista QuiLibri nel numero novembre/dicembre 2012