Giorno: 17 gennaio 2013

Una testimonianza da Scampia (intervista a una maestra)

scampia dal sito napolipuntoacapo

(Ho raccolto la testimonianza di una maestra di scuola materna di Scampia. Per ragioni da lei stessa indicatemi, che riguardano la privacy dei bambini, non riporterò il suo nome ma il “Maestra” simpaticamente storpiato in “Manestra” da alcuni di questi. buona lettura. GM)

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Ciao Manestra, quanti anni sono che insegni a Scampia?

Ciao Gianni,  sono dodici anni che insegno qui.

Quali sono i pensieri che ti accompagnano durante il tragitto da casa al lavoro, qual è il primo che fai dopo aver parcheggiato?

Devo dirti che i pensieri sono un po’ cambiati negli anni. In tutta onestà il giorno in cui ho saputo che la mia sede di lavoro sarebbe stata Scampia ho avuto paura ed ho subito inoltrato una domanda di trasferimento, ma come ho appena detto sono 12 anni che sto lì e del trasferimento mi sono dimenticata un mese dopo averla fatta. Cosa penso la mattina dopo aver parcheggiato? In genere guardo gli enormi palazzoni di cemento che mi circondano e mi chiedo come sarà andata la notte per chi ci abita……..

Una volta mi hai raccontato di un bambino che alla domanda “come è morto Gesù?” ti rispose “Gli hanno sparato”. Ho sorriso, ovviamente, immagino anche tu. Però c’è un mondo dietro questa risposta, c’è un modo – forse – unico di rapportarsi alle cose. Qual è la tua idea in proposito?

Eh si, al povero Gesù avevano sparato, perché è così che si muore purtroppo troppo spesso a Scampia. I bambini di questo quartiere vivono a volte una realtà che non dovrebbero conoscere affatto alla loro età, ma per alcuni di loro non è così. Allora, l’unica cosa che noi a scuola possiamo fare è fargli vedere che la vita non è solo questo ma anche altro e che tutti devono avere una possibilità di farcela

Mi descrivi brevemente la  tua scuola, soprattutto la tua classe, com’è? Quanti bambini hai quest’anno?

La mia è una scuola piccola, ma con aule molto belle e soprattutto gioiose e piene di colori e di vita… gran parte di quello che c’è dentro, escluso i mobili, l’abbiamo accumulato noi insegnanti negli anni, comprandolo, chiedendo agli amici con bambini di non buttare nulla dai libri ai giocattoli e di questo ne vado fiera. Quest’anno la mia classe è composta da 23 bellissimi bambini di 5 anni

Pochi mesi fa hanno sparato dentro una scuola a Scampia, cosa si prova? Hai  mai avuto paura?

Quel giorno io ero a casa ammalata e all’improvviso il mio cellulare si è riempito di messaggi di amici che mi chiedevano se quell’omicidio fosse avvenuto nella mia scuola.  Certo che ho avuto paura e, con tristezza, ti dico che per fortuna non è successo dove lavoro, ma solo il caso ha determinato che fosse una scuola piuttosto che un’altra.

Parlami di qualcuno dei tuoi bambini, i più divertenti, i più problematici

Sorrido a questa domanda perché negli anni i bambini mi hanno stupito tantissime volte con uscite da premio Oscar  ovviamente le più esilaranti sono in dialetto stretto e scritte non renderebbero mai l’effetto, comunque ti dirò di una bambina che mi voleva ripetere la storia di Biancaneve e disse “………. E i nanetti verettero Biancaneve a terra e ricettero: (lei si porta le mani al viso) uuhh mamma mi’è mort’ Biancanev!” .  Vedi, la vita qui è sempre teatro, già da piccoli si va in scena e si combatte più o meno per tutto, anche per quello che altri bambini danno per scontato come una famiglia con due genitori presenti.

Una delle mie convinzioni storiche è quella che nascere tre o quattro chilometri più in là possa indirizzare la tua vita in maniera molto differente, possa salvarti il culo. Ti conosco, più o meno, da trentacinque anni, immagino che tu possa pensarla nella stessa maniera. Tu, però, stai con questi bambini tutti i giorni, credi che non possano sperare in niente di meglio?

Esatto, come ti dicevo prima, ogni piccola occasione viene colta da noi insegnanti per dimostrare che la vita si può cambiare e che anche chi ha sbagliato può cambiare…. Desidero poi aggiungere che Scampia è fatta da tante persone perbene magari povere o senza lavoro ma che vivono una vita dignitosa sperando e cercando di dare un futuro migliore ai propri figli e queste persone sono la maggioranza te l’assicuro!

Voi insegnanti sentite la presenza delle Istituzioni al vostro fianco? O vi sentite soli?

No no non siamo affatto soli, le forze dell’ordine sono sempre presenti e nel territorio sono continuamente organizzate attività volte proprio a togliere quanto più possibile i ragazzi dalla strada. Ma molto c’è ancora da fare

Quanti dei tuoi bambini hanno genitori in carcere?

Sette su ventitre, cioè circa un terzo

Hai mai avuto casi di bambini che di colpo abbiano abbandonato la scuola?

Si ci sono stati dei casi di bambini che con le famiglie si sono allontanati “senza preavviso” proprio a causa di lotte tra clan e ti assicuro che sono bocconi amari da mandar giù. Ci pensi ogni giorno e speri che più che una fuga possa essere un nuovo inizio.

Quando ai telegiornali (o sui quotidiani) senti parlare di camorra, omertà, paura: a che cosa pensi?

Che queste cose esistono ma che si combattono con la vita di ogni giorno, con l’esempio di chi vive con onestà, magari povero ma onesto, senza arrendersi perché è così che si vince e si dona speranza.

Tu avresti potuto cambiare, negli anni, insegnare alle elementari, venire via da lì. Non l’hai mai fatto, perché?

Se sono capitata lì non è per caso, ma perché ho qualcosa da dare e spero di farlo nel miglior modo possibile

Ti piace quello che fai? Vale ancora la pena?

Dovevi vedere la pelle d’oca che avevo alla recita di Natale di quest’anno…