Giorno: 16 gennaio 2013

Argo XVIII (produzioni dal basso – campagna di sostegno)

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ARGO dedica il suo diciottesimo numero all’acqua, bene comune da condividere e proteggere. E decide per la prima volta, per finanziare il progetto e condividerlo con amici, sostenitori e lettori, di utilizzare il sito di crowdfunding produzionidalbasso.

Questa scelta deriva dalla volontà di offrire un’opera di qualità sempre migliore, investendo i nostri dodici anni di esperienza e di lavoro per chiamare a raccolta tutti gli amici che ci hanno accompagnato e i lettori che ci hanno sostenuto per produrre in completa autonomia un numero nuovo, che apre ad una nuova evoluzione del progetto ARGO (versione on line arricchita ed e-book, oltre alla tradizionale versione cartacea ecosostenibile).

H2O è pronto per la stampa, ma per poter produrre un numero sufficiente di copie di ottima qualità preferiamo fare appello direttamente alla nostra rete di sostenitori, evitando di passare solo per il canale più istituzionale e limitante delle sponsorizzazioni ufficiali.

A coloro i quali acquisteranno una quota-copia della rivista di 10 EURO, ARGO offrirà le spese di spedizione ed allegherà al numero cartaceo una versione esclusiva del numero in PDF, che conterrà una ricca sezione fotografica a colori.

per info e aderire al sostegno con una (o più quote) clicca qui: Produzioni dal basso  o qui: Argonline

Solo 1500 n. 80 : Breathtaking items

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Solo 1500 n. 80 : Breathtaking items

Appena varcato l’ingresso di un negozio Ikea è facile che si trovino dei prodotti piccoli, a costo molto basso, bellissimi e possibili. Spesso inutili. Irresistibili. Breathtaking items ovvero articoli mozzafiato, così sono classificati dai guru del colosso svedese. Lo scopo unico di questi articoli (lo scopro attraverso un’inchiesta de L’Internazionale dell’undici gennaio scorso) è di indurre il cliente ad aprire il portafogli il prima possibile. I manager Ikea sostengono (e visti i fatturati non oso dubitare) che prima il cliente inizierà a riempire il sacco più carico arriverà alle casse. Un altro trucco è la Borsa gialla, sparsa un po’ ovunque all’interno dei magazzini. Il pregio di queste borse è di lasciare le mani libere al cliente, in modo che questi possa toccare i prodotti, leggere i cartellini con i prezzi, segnare i numeri degli scaffali dove recarsi, eccetera. Veniamo al ristorante, che da solo fa registrare il 6% del fatturato totale Ikeiano. Il cliente al ristorante si rilassa, mangia, sfoglia il catalogo e, mentalmente, compra il suo divano. Guardo indietro e penso di essere stato qualche volta vittima del talento dei manager Ikea, mi chiedo se mi giustifichi il fatto di esserne stato vittima consapevole. L’ikea ci ha omologati (45 milioni di librerie Billy nel mondo) o ha semplicemente saputo sfruttare le nostre debolezze?  All’Ikea hanno capito che avevamo bisogno di certe “cose”, di essere uguali, di risparmiare, di montarci i mobili da soli (non è il mio caso, è un talento che non possiedo). Hanno sfruttato il nostro desiderio di somigliarci e, sorridendo, quello di svuotare i portafogli.