Giorno: 3 gennaio 2013

“Notizie dalla necropoli” di Attilio Lolini. Lettura di Piergiorgio Viti

lolini - notizie dalla necropoliDa quando la poesia si è svincolata dalle rigide strutture metriche, talora – a dire il vero – soffocanti a tal punto da produrre fenomeni di epigonismo spicciolo, anche il metro di giudizio è andato in crisi, promuovendo al rango di poeti “laureati” copisti dal valore discutibile, e viceversa offuscando in un cono d’ombra talenti dalla luce piena. È il caso di Attilio Lolini, senese di nascita, classe 1939, che, lontano dalle vetrine letterarie, ha saputo imporre una svolta alla lingua poetica italiana, attraverso un’ironia melodrammatica e a volte decadente che fanno di lui quasi un “unicum” nel panorama poetico novecentesco. Forse il solo Raffaello Baldini, pur con dei distinguo, potrebbe essere avvicinato al toscano Lolini, che plasma la lingua, specie nelle prime raccolte, Da una stazione all’altra e Vesto giovane, con una incisività rara e in alcuni testi sorprendente. Notizie dalla necropoli, con postfazione di Sebastiano Vassalli (altro grande messo al confino – e chissà perché – dalle patrie letterarie) è insomma un’antologia di trent’anni di scrittura (dal 1974 al 2004) che chi ama la poesia dovrebbe avere, per varie ragioni. In primis, il pluristilismo di Lolini: accattivante, magmatico, capace di mescolare parole di registro basso (cazzabubboli, scartafaccio, allo spedale di v, onoriscausa ecc.) con altre più ricercate, quasi dei neologismi (allocchito, insalivato ecc.) con spiazzante facilità; in secondo luogo perché trovare così tanti elementi (quello comico e grottesco, quello epigrammatico, quello tragico) in un poeta è fatto assolutamente eccezionale. Inoltre, ciò che colpisce di Notizie dalla necropoli è la presa diretta della realtà, resa senza troppi filtri; una realtà “ai margini”, di operai che hanno un tavolo a parte, di alberghetti con lenzuola giallicce, di denti che tintinnano come ballerini di flamenco. La scrittura di Lolini, in apparenza leggera e disincantata, fa invece riflettere su un dramma che si consuma tutti i giorni, spesso a nostra insaputa: quello della quotidianità; e non conforta, anzi, lacera, pone interrogativi difficili, e, nello stesso tempo, a suo modo, ci incastra.

© Piergiorgio Viti

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***

il quintaelementare ingegnere onoriscausa
(che si è fatto da sé)
(venuto su dal nulla)
apre la nuova fabbrica
elettrodomestica

ministro in vista (moro)
per i cazzabubboli
di carosello
e l’arcivescovo
a benedire le macchine
acqua benedetta selz
ti spruzza questo

operai tute bianche in vista

il tricolore sta benissimo
sulle buzze
dei sindaci di sinistra
discorso ufficiale
non va per niente male

rinfresco democratico
gli operai tute bianche
hanno un tavolo a parte

.

*

le carte i viaggi
giorni e giorni
assieme
poi sospetti
noia

scomparso chissà dove

ho qui la mappa
di pensioni alberghetti
freddi cinema
gabinetti

stazioni

ora ripetiamo
stancamente
parole
che furono
innocenti

la vecchiaia
le ha rese oscene
come i nostri volti
che la morte prepara
con accurato pudore

.

*

Poesia leucemia
ah, la tua boccuccia
che spiffera

mi sono arruffianato
uno che dicono potente

stava in disparte
mi guardava male
poveraccio

anch’io squittisco
tramo

che pena vendersi
quando nessuno
ti compra.

.

*

Flamenco

Stamani il dente che tintinnava
come un ballerino di flamenco
ha preso il volo ed è caduto
senza neppure un doveroso addio.

Stiamo a vedere cosa combina il tempo
quale faccia lo specchio ci rimanda
se la storia è davvero un otre gonfio
da suonare o bucare.

.

*

Funghi

Per non incontrare
chi va in vacanza

per fuggire
montagna e mare
facciamoci ibernare

non saranno
tempi lunghi

ci scongeleranno
quando escono
i funghi.

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Renzo Favaron, dopo avere letto questo contributo, ha inviato una sua lettura del libro di Attilio Lolini. La nota si può leggere qui.