Giorno: 24 ottobre 2012

Solo 1500 n. 68 – Pasquale Romano (o come se niente fosse)

Solo 1500 n. 68 – Pasquale Romano (o come se niente fosse)

Dalle parti da dove vengo io si muore ancora, per sbaglio. Si muore a trent’anni poco prima di una partita di calcetto. Si muore così, perché un maledetto killer ti scambia per un altro. Qualcuno dice che si muore perché ci si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato. Invece, no. Si muore perché ci si trova nel posto dove si voleva essere. La parola “sbagliata” andrebbe usata per chi spara, per i mandanti. Per chi consente che tutto questo avvenga. Ancora, lo ripeto, ancora. Lo Stato non è pervenuto o ha dato di sé soltanto notizie marginali. Che bravi, hanno verificato in poche ore che il ragazzo non “apparteneva” a nessun clan. Wow! Pasquale Romano, il ragazzo, mi viene da pensare a come giocasse a calcetto: forte o scarso? Goleador? Difensore? Quali erano i suoi sogni? Poi penso a Napoli, a tutta la bellezza che ogni volta va in frantumi. La meraviglia che sempre si accompagna al fango. A cosa servono la metropolitana, la ZTL, le università? A cosa servono se un bambino può morire da un momento all’altro mentre va a scuola? Napoli affonda nel sangue. Tutte le volte che qualcuno muore in questo modo, i milioni di persone che vivono nella provincia partenopea, sprofondano anch’esse e, forse, si vergognano un po’. Chi vive lontano come me si vergogna moltissimo. Per l’impotenza. La fidanzata di Pasquale ha detto di non aver paura. Ha detto che di paura devono averne loro, perché noi siamo di più. Sì, ma dove siamo?

Gianni Montieri