Giorno: 23 ottobre 2012

Pas de deux # 1

Due poeti contemporanei scelgono un testo di un autore straniero e lo traducono per Poetarum silva. Un confronto sulla traduzione tra diverse sensibilità. Un’occasione per scoprire poeti che non si conoscono o riscoprirne altri con un vestito nuovo. I post non avranno cadenza regolare, perché soggetti alle tempistiche dei traduttori invitati, ma ci auguriamo che diventino un appuntamento abbastanza regolare. Cominciamo con un poeta spagnolo molto giovane David Leo García , le due traduzioni sono di Lorenzo Mari e Antonio Bux.

La redazione

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AGUA CORRIENTE

Tanto arreglar grifos para ver correr el agua, el agua
que riegue tu simbología de las cosas que perecen, el agua
que preste agua a tu sed incalculable, el agua
que te ayude a mirarlo todo por vez primera,
como si no hubieras pestañeado jamás,
como si los objetos hubieran dejado de inventarse,
esperando, no ya ser hasta siempre, sino haber sido desde siempre, agua
para comunicar tus órganos, para limpiarte el cráneo y convencerte
de que no eres objeto ni lavabo y convencerte
de que tienes que cumplir tus días de hombre, agua
para beber, para procurarte una eternidad,
como si ser eternos nos eximiese de ser torpes,
como si por ser eternos no se nos fueran
a estrellar los vasos de agua contra el suelo.

(David Leo García, da “Demanda de sol”).

 

Traduzione di Lorenzo Mari

ACQUA CORRENTE

Tanto aggiustar di rubinetti per vedere scorrere l’acqua, l’acqua
per coltivare la tua simbologia di cose che periscono, l’acqua
per prestare acqua alla tua sete incalcolabile, l’acqua
per aiutarti a guardare tutto per la prima volta,
come se non avessi mai sbattuto le ciglia,
come se gli oggetti avessero smesso di essere inventati,
aspettando, non già di essere per sempre, ma di essere stati da sempre, acqua
per connettere i tuoi organi, per pulirti il cranio e convincerti
che non sei oggetto né bagno e convincerti
che devi compiere i tuoi giorni come uomo, acqua
da bere, per procurarti un’eternità,
come se essere eterni ci esimesse dall’essere impacciati,
come se per il fatto di essere eterni non ci scivolassero
frantumandosi a terra i bicchieri d’acqua

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 Traduzione di Antonio Bux

ACQUA CORRENTE

Tanto aggiustare rubinetti per veder correre l’acqua, l’acqua
che irrighi la tua simbologia delle cose che periscono, l’acqua
che dia acqua alla tua incalcolabile sete, l’acqua
che ti aiuti a vedere ogni cosa per la prima volta,
come se non avessi mai sbattuto le ciglia,
come se gli oggetti avessero smesso d’inventarsi,
aspettando, non d’essere per sempre, ma essere stati da sempre, acqua
per collegare i tuoi organi, per lavarti il cranio e convincerti
che non sei né oggetto né bagno e convincerti
che devi compiere i tuoi giorni d’uomo, acqua
da bere, per procurarti un’eternità,
come se essere eterni ci dispensi dall’essere rozzi,
come se per essere eterni non ci mandassero
a gettare bicchieri d’acqua contro il suolo.

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BIOGRAFIA

 

 

David Leo García è nato a Malaga nel 1988. Ha pubblicato Urbi et Orbi (2006, Premio Hiperión) convertendosi nel vincitore più giovane della storia del premio, e Demanda de sol (2007). Ha ottuto, durante l’anno 2007/2008 una borsa di studio presso la Fondazione Antonio Gala di Córdoba. È autore anche di Dime qué (Barcelona, DVD, Premio Cáceres 2011). È presente nelle antologie La inteligencia y el hacha (2010, a cura di Luis Antonio de Villena), e Tenían veinte años y estaban locos (2011, a cura di Luna Miguel).