Giorno: 26 settembre 2012

Solo 1500 n. 64: Philip Roth e Wikipedia (o una lezione di scrittura)

Solo 1500 n. 64: Philip Roth e Wikipedia (o una lezione di scrittura)

Leggo un trafiletto sulla polemica nata tra lo scrittore americano Philip Roth e Wikipedia. Approfondisco quando su L’internazionale trovo un articolo sull’argomento uscito sul New Yorker.  È Roth che scrive una lettera aperta a Wikipedia per provare a correggere un errore riportato on-line circa l’ispirazione che egli avrebbe avuto riguardo il  libro “La macchia umana”. Wikipedia riportava come personaggio ispiratore il critico Anatole Broyard (voce ora cancellata), Roth sostiene nell’articolo che l’ispiratore della storia fosse un suo amico il Professor Tumin docente a Princeton. L’articolo  ha convinto Wikipedia (in inglese) ad apportare la correzione. Lo scrittore si era sentito rispondere in prima battuta “I understand your point that the author is the greatest authority on their own work,” scrisse l’Amministatore Wikipedia—“but we require secondary sources.”. Pazzesco. Quel che mi interessa a errore riparato è la maniera in cui Philiph Roth abbia “convinto” Wikipedia. L’articolo sul New Yorker è bellissimo, lo scrittore americano mentre si difende regala una lezione di scrittura, di tecnica di costruzione del romanzo. Roth spiega in che maniera all’ispirazione iniziale si aggiungano dettagli, come questi si amplino, come si tratteggino i personaggi, quanto sia importante l’invenzione. Mi sono tornati in mente alcuni amici che negli ultimi due/tre anni mi hanno parlato di Roth come di uno scrittore sopravvalutato. Beh, io non lo so. So di amare molto alcuni suoi libri. Credo abbia scritto almeno tre capolavori: Pastorale americana, Lamento di Portnoy e Complotto contro l’America. Ne ha scritti altri molto belli e alcuni che non mi sono piaciuti. Se, però, mi chiedete: “Roth è uno dei maggiori scrittori degli ultimi cinquant’anni?” La mia risposta è: Sì.

Gianni Montieri

Il link all’articolo di Roth sul New Yorker