Giorno: 14 settembre 2012

Oroscopatine sveltissime – traducendo Beckett

di Luciano Mazziotta

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Il Nume, il cui oracolo è a Delfi, non dice, non tace, ma manda segnali
(Eraclito)


1. si aggiungono dettagli su dettagli
ma è meglio, sempre, stare saldi
alla protesi, alla fine, al piano tariffario:

non so cos’altro dirti, sagittario

2. vago farsi e disfarsi degli eventi:
vacuo gioire di sorprese disperse
presto con la barca nel lete:

dimentica tutte le date, ariete

3. innestare semi sul parquet.
annotare i gesti involontari.
cantare a bocca chiusa in un coro:

dovresti fischiettare in bagno, toro

4. se ci fossero ombre, ci sarebbero
corpi. se ci fossero stanze, bene,
direi che avrebbero senso i fratelli:

chiudi la porta di casa, gemelli

5. cancro, era ora che ti decidessi
a dire quello che pensi di te
di tua madre e degli affetti:

non so cos’altro, se non questo, ti aspetti

6. mi duole riferire tutto quanto
del futuro che si discosta e incede
mentre l’orologio si postpone:

non avere fretta di venire, leone

7. paura di morire non è ragione di astinenza,
il dolore alla tiroide, il formicolio
al braccio, sentirsi tirare l’inguine:

è una suggestione, dice il medico, vergine

8. un succo di pompelmo non è per l’inverno.
si muore attendendo un’altra vitamina
una lettera d’alfabeto presente nell’arancia:

curati e poi muori, bilancia

9. stare nella luce nella sabbia
non giova nelle ore del meriggio,
sarebbe opportuno appuntire il pungiglione:

punirti è una necessità, scorpione

10. non restare chiuso qui, se vuoi.
se non vuoi prendi un caffè,
manda un sms ma poi, se hai benzina, esci:

dovresti pagare il conto, pesci

11. fare il samurai in autostrada
ha a che fare con l’arte culinaria,
se si buca la ruota, nella via di ritorno:

vivere è rimanere in panne, capricorno

12. nuotare nuotare nuotare e anche volare,
nel vortice grazioso delle multe,
nell’amore che profonde il tuo sghembo ricettario:

senza le branchie non si respira bene, acquario.