Giorno: 5 settembre 2012

Collana MANIFESTI (Bando di partecipazione al numero 1)

 

 

 

MANIFESTI

– collana antologica e tematica –

 

 

è aperto il bando di partecipazione

per il numero 1 (uno)

a tema: ALIBI

 

PROGETTO EDITORIALE A CURA DI VERSI UMANI

 

 

COS’È la collana MANIFESTI ?

La collana MANIFESTI è un progetto editoriale di Versi Umani.

I MANIFESTI saranno una serie di volumetti tascabili contenenti ciascuno un’antologia a tema. I MANIFESTI sono, quindi, raccolte di poesia e prosa breve di autori viventi. L’intento è quello di realizzare dei prontuari, dei ricettari, dei vademecum poetici di pronto utilizzo, nel tentativo di coinvolgere un pubblico quanto più vasto possibile.

COME si partecipa?

L’invito a partecipare è esteso a tutti. Di seguito il bando di partecipazione:

1)  Il bando si apre nel momento in cui Versi Umani propone una nuova tematica ;

2)  Si partecipa inviando da 1 a 3 componimenti originali (poesia o prosa breve), di un massimo di 30 versi/righe ciascuno, o un centinaio cumulativi, all’indirizzo: versiumani@versiumani.it ;

3) Ogni bando scade nel momento in cui viene raggiunto un numero di testi sufficiente alla pubblicazione ;

4)  Qualora uno o più testi venissero selezionati per la pubblicazione l’Autore verrà contattato da Versi Umani all’indirizzo di posta elettronica dal quale i testi sono stati inviati per gli accordi e le autorizzazioni del caso ;

5)  Saranno scartati automaticamente i testi che si rivelassero non originali o il cui diritto alla pubblicazione risultasse indisponibile.

CHI è Versi Umani ?

Versi Umani è un’associazione che si occupa di promozione culturale. È possibile seguirne le attività su facebook al contatto Versi Umani e sul sito http://www.versiumani.it.

Versi Umani è un’associazione culturale e come tale non ha scopo di lucro, né divide i profitti fra i soci, ma unicamente ri-finanzia i propri progetti.

 

 

 

Solo 1500 n. 61 – I viaggiatori, i passeggeri e gli stanziali

Solo 1500 n. 61 – I viaggiatori, i passeggeri e gli stanziali

Qualche giorno fa, a pranzo, un caro amico mi raccontava del suo viaggio in Turchia. Viaggio abbastanza lungo che gli ha permesso di girare parecchio e, soprattutto, di conoscere persone del posto, chiacchierare, viaggiare sul serio insomma. Mi ha fatto notare che, durante una sosta di due/tre giorni al mare, ha incontrato diversi italiani che, rintanati al riparo di  una mini Turchia riprodotta in scala, avevano “paura” di domandare ai locali anche il minimo indispensabile. Questo imbarazzo che si prova verso ciò che non si conosce è tipico degli italiani, anche da parte (purtroppo) di persone relativamente giovani. Mentre la nostra julienne di pollo, con colpevolissimo ritardo, non arrivava a me è venuta in mente mia madre. Mi chiede di comprarle il biglietto del treno per ritornare a Napoli, le dico che proverò a comprarlo con Italo che in questo periodo costa meno del Frecciarossa ma lei si trincera dietro un no, vuole Trenitalia. Perché quest’altro non lo ha mai preso, come saranno le carrozze, ci saranno i bagni per ogni carrozza, qualcuno le ha detto che le poltrone sono strette. No, no, no. Manco le avessi detto di andare a piedi. Mi ha fatto venire in mente quando furono i primi tempi di Mediaset, che lei – ostinatamente – diceva che non avrebbe mai tradito la Rai (e, col senno di poi,  ha avuto un po’ di ragione). Ognuno teme il diverso, a modo suo, chi ha paura di mangiare sushi e chi ha paura di stringere una mano.  Però se vai in Turchia o in Messico e non ti sposti dal tuo ombrellone, non impari (e scambi) qualche parola in quelle lingue, non sei mai partito e, forse, a noi conviene che tu non torni.

Gianni Montieri