Mandarini – gianni montieri – racconto

Le hanno tolto un nodulo al seno. Benigno, per fortuna. Grosso come un mandarino. Il medico ha usato proprio queste parole. Ed è luglio. Immagino debba aver pensato che scegliere un frutto di stagione come termine di paragone non avrebbe reso l’idea. Non avrebbe suonato.

Io non ero lì. L’ho saputo da un sms mentre guidavo. “Tutto bene, sono appena uscita. Mi terranno qui una notte”. Alla radio passavano un pezzo di Cremonini, quello della storia del pagliaccio. Sono scoppiato in lacrime, un bruciore in mezzo al petto. Lei era in ospedale e io sulla Varesina. A tormentarmi facendo avanti e indietro sulla statale. Le nostre vite che prendevano rapidamente diverse direzioni.

Non ha voluto che l’accompagnassi. Ha detto di voler cavarsela da sola. Abituarsi.
Ero in coda all’altezza di Saronno (un altro nuovo- gigantesco- inutile rondò), sul marciapiede alla mia sinistra due ragazzini chiedevano l’elemosina. A prima vista zingari. Del resto, ormai diciamo zingari a caso, è più conveniente non distinguere. Erano insomma giovani come tutti gli altri. Piccoli negli abiti troppo stretti, inutilmente sorridenti. Ho dato una monetina, più per fare un dispetto alla donna nell’auto davanti che li aveva ignorati, che per reale convinzione e ho proseguito.
Dopo ho pensato ai mandarini. Quelli che trovavi sulla tavola imbandita di Natale, con quell’odore che ti restava a lungo fra le mani. Mia nonna raccoglieva le bucce. Ne metteva un po’ sulla stufa, per profumare (diceva) e il resto le teneva per segnare i numeri sulle cartelle della tombola. Che resse per un ambo o una quaterna, il Bingo al confronto è roba per dilettanti. Mandarini così buoni non ne ho più mangiati.
Verso le quattro ho avuto il coraggio di telefonarle:

– Ehi, come va?
– Bene, sto bene. Non ci crederai ma mi hanno portato la provetta con dentro il nodulo, che impressione.
– Ma davvero è grande come un mandarino?
– Un po’ più piccolo, il dottore ha esagerato, comunque sto bene.
Mi veniva una battuta, ma ho lasciato stare, ho solo aggiunto:
– Sono contento che sia andato tutto per il meglio
– Sì, un po’ mi è mancato che non fossi qui. E’ stato strano.
Le frasi sembravano dette da voci diverse dalle nostre, vagamente estranee.
– Allora ti chiamo domani.
– Non stare a chiamare, basta un sms, un bacio.
– Ok, riguardati, bacio.
– Anche tu.
E ha riagganciato.

(c) Gianni Montieri 2009

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